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Arte Africana, alle radici di una cultura

Roberto Ballarini, esperto d'Arte Africana, ci ha raccontato del catalogo della prossima asta e consigliato alcuni lotti da non perdere.

L’Arte Africana è di nuovo protagonista della stagione autunnale di Finarte: un catalogo eccezionale che raccoglie oltre 70 esemplari di maschere, sculture e coltelli tribali africani provenienti dalla collezione svizzera di Walter Schwab e da alcune importanti collezioni private italiane. Roberto Ballarini, esperto d’Arte Africana, ci ha raccontato del catalogo dell’asta e consigliato alcuni lotti da non perdere.

 

Quali sono gli elementi da considerare per la valutazione di una scultura africana?


Nell’arte africana, specialmente da quando negli ultimi tempi le quotazioni dei pezzi hanno raggiunto cifre considerevoli, ovviamente, oltre alla qualità e bellezza dell’opera, è ritenuto molto importante conoscere la sua provenienza, i collezionisti che l’hanno posseduta, le mostre dove l’opera è stata esposta, i volumi o cataloghi dove è stata pubblicata.

Lotto 14, TELLEM, Mali, regione di Bandiagara.
Stima € 12.000 – 16.000

Sono tutti elementi che concorrono alla sua valutazione. Nei lotti che sono presenti in catalogo si può osservare quanto siano stati ricercati questi dettagli: in particolare segnaliamo i lotti delle sei sculture Tellem, perchè sono opere arcaiche entrate in Europa nei primi anni ’50. Sono state presentate in poche gallerie di Parigi e, vista la loro originalità, hanno incontrato un notevole interesse tra i collezionisti.

Lotto 24, TELLEM, Mali, regione di Bandiagara. Stima € 12.000 – 14.000

Nel caso di questi sei Tellem, alcuni collezionisti milanesi avveduti, hanno capito la rarità di queste opere primordiali, primi manufatti in legno realizzati da un popolo di uomini che abitavano dal X° secolo la falesia di Bandiagara del Mali, e le hanno acquistate. Oggi in Finarte sono disponibili perchè, per ovvii motivi, gli eredi hanno deciso di cederle. Per chi ama l’arte africana sono opere che devono essere presenti in ogni collezione!

 

Quali sono i tre lotti dell’asta che consiglierebbe a un collezionista?

 

Tra le opere in catalogo segnaliamo due sculture Fang, il lotto 17 e il lotto 18, realizzate da gruppi del Camerun e Gabon. Erano conservate nei santuari di famiglia sopra scatole di vimini che contenevano le reliquie degli antenati. Il legno è ricoperto con una patina di sostanze magiche che conferiva alle statue un forza vitale.

Lotto 17, FANG, Camerun, regione meridionale, Gabon. Stima € 16.000 – 20.000

Molte opere sono state collezionate nell XIX secolo da esploratori e missionari. Oggi queste sculture, molto caratteristiche nel loro aspetto, si possono vedere nei musei di tutto il mondo.

Lotto 18, FANG, Camerun, regione meridionale. Stima € 30.000 – 36.000

Finarte presenta in anteprima una scultura Luba del Congo di 46 cm (lotto 22)  L’opera ha caratteristiche associabili allo stile della cosiddetta scuola dei Maestri di Buli. Una ventina di opere, giunte in Europa dalla fine del 1800 ai primi anni del 1900, ha coinvolto negli anni studiosi e ricercatori di tutto il mondo. Infatti, sembra che queste sculture fossero state scolpite da un singolo artista. Le opere africane non hanno una firma che le possa identificare, tuttavia, lo stile scultoreo dei singoli personaggi è particolare e riconoscibile.

Lotto 22, LUBA, Congo Kinshasa, stima su richiesta

I primi esemplari sono entrati nei Musei, ma pochi modelli, appartenenti a privati collezionisti, sono stati offerti in vendite alle aste. Quest’opera, che proviene da una Missione svizzera, è inedita ed è la prima volta che viene presentata ed offerta al pubblico.

 

Cosa ci può raccontare della collezione Walter Schwab?

 

La passione di Schwab per l’arte tribale inizia all’età di vent’anni,  quando si trova per caso nelle mani un oggetto africano e se ne innamora: inizia così ad acquistare saltuariamente oggetti che le gallerie svizzere all’epoca esponevano, frequentando mercanti e collezionisti sul territorio elvetico, tra i quali Han Coray, Paolo Morigi, Peter Kohler, Serge Brignoni, Arnold Koller e molti altri.

La sua collezione di opere africane ha rappresentato per lui una storia identitaria. Tutte segnate e numerate con inchiostro bianco le catalogava con schede scritte a mano. Ha lasciato in eredità la testimonianza storica di una parte importante della sua vita.

Nel corso degli anni ‘50’ e ’60 frequenta gallerie e musei e si forma così una cultura su opere della tradizione oceanica e africana. Non si lascia sfuggire l’occasione di intraprendere un’attività di lavoro in Sud Africa e parte da Berna con la moglie: ben presto subisce il fascino del Continente africano e patisce il cosiddetto “mal d’Africa”, nfatti, nel tempo libero e nell’arco del soggiorno durato alcuni anni, organizza spedizioni e viaggi in tutto il Sud Africa e nei Paesi vicini.

Lotto 16, KONGO / YOMBE, Congo Brazzaville. Stima € 18.000 – 24.000

Schwab attraversa i paesi dei grandi laghi dell’Africa orientale, procede fino a Mombasa dove si imbarca per Porto Sudan. Da lì prosegue in Land Rover seguendo la valle del Nilo e costeggiando tutto il profilo dell’Africa settentrionale fino all’imbarco in Marocco per il rientro in Europa. Un lungo viaggio di 18.000 km avventuroso e difficile in quel periodo.

 

Per tutta la vita, Schwab ha approfondito la sua conoscenza sulle opere africane procurandosi una biblioteca di libri che consultava quotidianamente e sui quali prendeva gli appunti che gli sembravano più interessanti in rapporto agli esemplari che entravano nella sua raccolta. La sua collezione di opere africane ha rappresentato per lui una storia identitaria. Tutte segnate e numerate con inchiostro bianco le catalogava con schede scritte a mano. Ha lasciato in eredità la testimonianza storica di una parte importante della sua vita.

 

Cosa ci può dire invece della sezione dedicata alle armi tribali?

 

Il catalogo propone una serie di pezzi selezionati raccolti da un collezionista di Udine che, entrato in contatto per caso con questi ferri africani, ne ha subito il fascino e li ha collezionati per anni. Le armi presentate appartengono a gruppi dell’Africa centrale dove i territori sono ricoperti in gran parte dalla fitta vegetazione della foresta subtropicale. Da secoli i popoli dell’Africa si sono dedicati alla produzione di armi in ferro forgiato secondo le tradizioni culturali del proprio gruppo etnico. Attraverso la armi hanno manifestato la loro fantasia e la grande capacità di esecuzione raffinata, considerando la modesta disponibilità di strumenti adeguati. Nei Musei europei sono conservati oggi alcuni dei pezzi più antichi che gli esploratori portarono in patria al loro rientro.

Catalogo online

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