Arte, collezionismo e finanza all’Albertina

Finarte ha scelto questo luogo per inaugurare un ciclo di conferenze che, in giro per l’Italia, illustreranno in luoghi non meno nobili l’arte del Collezionismo.


L’Accademia Albertina non è un posto qualunque, è una delle più antiche accademie d’Italia la cui fondazione risale alla metà del Seicento, un luogo dove l’arte trasuda dalle pareti e si respira nell’aria. Allora come ora, a distanza di secoli.

Finarte ha scelto questo luogo per inaugurare un ciclo di conferenze che, in giro per l’Italia, illustreranno in luoghi non meno nobili l’arte del Collezionismo. E già, perché esiste il collezionismo d’arte ma anche l’arte di Collezionare, intesa come profonda pulsione emotiva che si accompagna ad una lucida strategia di raccolta, elaborata nel tempo, sviluppata col raffinarsi del gusto, realizzata con l’aiuto di esperti e studiosi.

In tal senso l’incontro organizzato in Accademia lo scorso 10 settembre rappresenta un proficuo momento di confronto tra le varie componenti del collezionismo d’arte: da una parte gli artisti, presenti numerosi in sala, dall’altra i collezionisti d’arte, altrettanto numerosi, e in mezzo gli esperti di Finarte, a moderare un discorso quasi spontaneo e inevitabile di congiunzione tra i due mondi.

Una chiacchierata in cui si è voluto illustrare lo stato dell’arte del mondo dell’Arte, a partire dai dati contenuti nel report Deloitte del 2019: la distribuzione geografica del mercato a livello mondiale, i numeri di tale mercato, la realtà italiana con un focus speciale all’Arte moderna e contemporanea, i settori emergenti del collezionismo mondiale, quali l’Arte Africana contemporanea e l’Automotive.

Il tutto accompagnato da una carrellata di esempi di vendite tratte dalle aste Finarte della stagione passata: perlopiù opere di arte moderna e contemporanea sapientemente illustrate da Georgia Bava e Alessandro Cuomo, i due responsabili del reparto a Roma e a Milano.

Una sala attenta con circa 150 persone ha seguito il filo di un discorso volto a dimostrare come collezionare arte sia in primis un bisogno passionale che, se assecondato con criterio e giudizio, può anche divenire un investimento. L’enfasi è giusto che venga posta proprio su quell’anche, perché tutti gli indicatori di mercato dimostrano che nella comune percezione e nelle intenzioni dei collezionisti, l’acquisto d’arte non è mai percepito come un INVESTIMENTO PURO, quanto piuttosto come una possibile conseguenza secondaria di un acquisto fatto con passione, gusto e piacere. Il che ha riflessi anche in ambito fiscale e commerciale, come ha ben sottolineato un intervento di sala, evidenziando come sia inconcepibile immaginare forme di tassazione su plusvalenze di vendita per opere d’arte che non sono state mai acquistate con intento speculativo.

La sala era vivace, gli interventi calzanti, l’atmosfera era quella di un rito collettivo consumato all’insegna del Bello: Finarte ha cercato di focalizzare l’attenzione sul valore fondativo del collezionismo, che nei secoli ha determinato nel mondo la costituzione dei più grandi musei pubblici, così da sfatare il luogo comune negativo di un mercato privato contrapposto al pubblico. Il pubblico è spesso e volentieri nato dal privato, da splendide collezioni che divengono il nucleo di pregiati musei: come è successo per l’appunto alla Pinacoteca Albertina, frutto della donazione di due importanti collezioni private, quella Mossi di Morano e di Carlo Alberto appunto.

Gli ospiti della serata hanno potuto assistere in privato ad una visita guidata serale della Pinacoteca, a fine conferenza, un’occasione unica per capire ancora una volta come il collezionismo privato sia linfa e sostanza del bene pubblico. Padrona di casa, generosa e autorevole, è stata Paola Gribaudo, Presidente dell’Accademia Albertina, prima donna a ricoprire tale ruolo nella storia secolare dell’accademia; affiancata dalla nuova rappresentante Finarte per il Piemonte, Irene Previdi, che con passione ha illustrato il suo prezioso ruolo di ambasciatrice del marchio Finarte.

Una serata di vibrazioni positive, che hanno unito la passione di chi l’arte l’ammira, di chi la colleziona e di chi la vende, con serietà e professionalità.

Fabio Massimo Bertolo