1000 Finarte / Asta di automobili

Brescia, lunedì 13 maggio 2019

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1931 Fiat 522 C Torpedo Sport (Viotti)

Telaio no. 002336 - Motore no. 002871

  • Eleggibile Mille Miglia. Come anteguerra, ha il vantaggio di posizionarsi presto sulla linea di partenza. Buon coefficiente (1.60).
  • Modello Fiat di altissimo livello: ha segnato il grande ritorno di Fiat negli anni ’30 alle vetture sportive.
  • Unica vettura di questo tipo sopravvissuta.
  • Produzione limitatissima: due/tre esemplari, ma forse soltanto uno (questo) realizzato.
  • Probabilmente l’auto all’Olympia Motor Show del 1932 a Londra.
  • Disegno di Mario Revelli de Beaumont, autore anche della 525 SS.
  • Auto proveniente importante collezione.

Certificati ed Attestati
ASI

Documenti
Immatricolazione e targhe italiane in ordine.

EleggibilitàMille Miglia. Eleggibile. Come vettura anteguerra, gode il vantaggio di posizionarsi presto sulla linea di partenza.Giro di Sicilia. Eleggibile.Targa Florio. Eleggibile.Goodwood Revival. Eleggibile.Coppa d’Oro delle Dolomiti. Eleggibile.Vernasca Silver Flag. Eleggibile.California Mille: Eleggibile.Nürburgring Classic. Eleggibile.Pebble Beach Concours d’Elegance. Eleggibile.Amelia Island Concours d’Elegance. Eleggibile.Chantilly Arts & Elegance Richard Mille. Eleggibile.Concorso d’eleganza Villa D’Este. Eleggibile.


Venduto € 518.625,00

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Provenienza

Il modello

La Fiat 522 è un'auto di gamma "medio-alta" prodotta dal 1931 al 1933, discendeva dalla Fiat 520, la progenitrice delle Fiat a 6 cilindri. La 522, presentata nel 1931 al IV Salone dell'Auto di Milano, fu venduta in tre diverse versioni, contraddistinte da una diversa lunghezza del telaio. Sono state chiamate 522 C (versione corta), 522 L (versione lunga) e 522 S Sport (versione sportiva), che aveva un telaio con interasse intermedio tra Fiat 522 C e Fiat 522 L e venne presentata al Salone di Ginevra del 1932. La 522 venne equipaggiata, per prima in Italia, con i freni idraulici a circuito sdoppiato e con un cambio manuale a 4 velocità, sincronizzato in terza e quarta. Aveva un motore a sei cilindri in linea con valvole laterali, 2516 cm³ di cilindrata, per 52 hp (65 hp nella versione S). La 522L raggiungeva la velocità massima di 95 km/h, la 522C i 105 km/h e la 522S i 115 km/h. Venne inoltre realizzata una versione CSS, con finiture più eleganti e un motore ancora più potente. L'accensione era a batteria, l'auto era a trazione posteriore ed era venduta come berlina (due e quattro porte), torpedo (quattro porte), cabriolet (due e quattro porte) e coupé (due porte). Sono stati costruiti un totale di 7360 esemplari (di cui 4706 "C", 1922 "L" e 722 "S"). Con questa vettura e con la Fiat 524 la casa automobilistica torinese inaugurò un nuovo logo, rettangolare con sfondo rosso e lettere dorate, usato nel 1931 e nel 1932.La Fiat 522 venne utilizzata con successo anche nelle corse, seppure la sua storia sportiva sia meno nota e documentata di altre vetture. Una 522 alla Mille Miglia del 1933, si piazzò 41ˆ assoluta, condotta da Pietro Ferrero e Renzo Monaco.La Carrozzeria Viotti di Torino è stata attiva dal 1921 al 1964 ed è nota per le sue auto "su misura". Negli anni '20 registrò il brevetto per la "carrozzeria Clairalpax" che utilizzava montanti sottili in alpacca per un notevole aumento delle superfici vetrate. L'azienda ha importanza nella storia dell'automobile italiana per aver creato, su disegno di Mario Revelli de Beaumont, la Fiat 1100 "Giardinetta" che nel 1946 partecipò alla nascita delle moderne station wagon.

L’auto

La Fiat 522 C, telaio no. 002336 è l’unica vettura di questo tipo (Torpedo Sport) sopravvissuta. Presentata nel 1932 all’Olympia Motor Show di Londra, ha una carrozzeria Viotti, realizzata su disegno di Mario Revelli de Beaumont, autore anche della 525 SS. Egli si dedicò negli anni ‘30 prevalentemente al disegno di modelli di lusso e sportivi, specie per Isotta Fraschini e Fiat, collaborando con Pinin Farina, Viotti e Bertone. In Fiat fu autore di molti disegni: sua la famosa linea della Fiat 1500 (6C) del 1935. In questo periodo gli orientamenti stilistici in tutta Europa erano per linee sinuose e aerodinamiche, con sfoggio di carenature. Tale stile, conosciuto con il termine francese "flamboyant", ebbe in Italia il suo maggior esponente proprio in Mario Revelli de Beaumont. Si ha notizia di due vetture assemblate (una è il telaio no. 002336, qui in asta) con testa S ad alta compressione e due carburatori monocorpo verticali Solex, che disponevano così di 65 hp, oltre ad una probabile terza dotata anche di due carburatori doppio corpo. Di fatto, la vettura con telaio no. 002336 è l’unica di cui ci sono effettivamente riscontri ed immagini. La vettura ebbe successo anche all’estero come dimostra la stampa specializzata inglese dell’epoca che ne tratta diffusamente e la definisce “a lively car of attractive appearance” (un’auto vivace di aspetto attraente). Presentata all’Olympia Motor Show di Londra nel 1932, la Fiat 522 C Torpedo Sport (Viotti) fu salutata come il modello che segnava il grande ritorno di Fiat alle vetture sportive. La vettura, telaio no. 002336 fu ritrovata in Inghilterra a fine anni ‘60/inizio ‘70 dagli appassionati Giulio Vignale, Pippo Vaccari, Carlo Vaccari. La vettura aveva una targa inglese personalizzata: GT522. Riportata in Italia a fine 1970, completa ma in condizioni da totale restauro, fu acquistata dallo stesso Giulio Vignale che, con un paziente restauro durato circa 20 anni riportò la vettura all’antico splendore, a sua volta volutamente immatricolandola (nel 1972) con una targa particolare, TOG00522: “Togo” è espressione dialettale piemontese usata per dire “bello" e deriverebbe dall’ebraico ṭōb, “buono, eccellente”, mentre il numero 522 non necessita di chiarimenti. In seguito ad una lunga ed estenuante contrattazione, Vignale si convinse a cedere nel 1991 il telaio no. 002336 ad un noto collezionista. La Fiat 522 C Torpedo Sport (Viotti), telaio no. 002336 fa parte di uno scelto gruppo di vetture proveniente dalla sua collezione. La macchina, con le sue proporzioni riuscitissime, misto di aggressività ed eleganza sottolineate dal bicolore rosso-avorio si presenta, oggi, con un restauro quasi trentennale ma in stato impeccabile, perfettamente funzionante e usata in molti raduni documentati come il Circuito della Superba, il concorso Città di Torino, La Targa Florio, il Circuito del Lario. Tra i particolari, il volante di tipo “elastico” di produzione inglese, accessorio dell’epoca, in sostituzione del volante originale Fiat, la luce supplementare orientabile di servizio con specchio retrovisore integrato e il termometro dell’acqua in cima al radiatore, con due facce: termometro visibile, verso l’abitacolo e la sigla “522” su fondo verde verso l’anteriore. Di grande fascino e rarità per i concorsi d’eleganza, sportiva perfetta per le gare rievocative.

Stato dell’Arte: Vecchio restauro, in ottimo stato di conservazione e di funzionamento.


Esposizione



Bibliografia

  • Dante Giacosa, I miei 40 anni di progettazione alla Fiat, Centro Storico Fiat, Torino 2014
  • Alessandro Sannia, Carrozzeria Viotti, Il Cammello, Torino 2012-Angelo Tito Anselmi, Carrozzeria italiana, cultura e progetto, Alfieri, Italia 1978.