Arte Africana: una prestigiosa collezione svizzera

Milano, mercoledì 14 ottobre 2020

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Lobi, regione di Bouna (Burkina Faso)

Legno duro a patina crostosa
H 65 cm
Figura femminile di antenata.
Scultura femminile scolpita secondo la tradizione della statuaria Lobi. Il corpo, in posizione frontale, è ripreso con braccia staccate, ombelico prominente e gambe di proporzioni esagerate. La testa, sostenuta da un collo possente, è segnata da capelli rasati secondo la moda della regione. La bocca lascia intravedere un piattello labiale, un segno distintivo arcaico. Il legno molto duro e pesante è ricoperto con una densa patina crostosa.

Stima

€ 10.000 - 12.000

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Provenienza

- Ex collezione Edmond Morlet (Bruxelles) (*);
- Ex collezione Paolo Morigi (Lugano) (Etichetta inv. Morigi n° 416);
- Ex collezione privata (Lugano);


Esposizione

- Lugano 2002, Palazzo Riva, Banca Svizzera Italiana (BSI);


Bibliografia

Esemplare riprodotto in:
- VENTURI LUCA M. “Anime antiche, arte negra, da una raccolta di sculture dell’Africa occidentale” Banca BSI, Lugano 2002, tav. 78;

- HOLAS B. “Arts de la Cote d’Ivoire: Les trésors du Musée d’Abidjan” Vevey 1969, pag. 162;
- KERCHACHE JAQUES “Scultura Africana: Omaggio a André Malraux” Roma 1986, pagg. 90-105;
- ANTONGINI GIOVANNA & SPINI TITO “Il cammino degli antenati: I Lobi dell’Alto Volta” Bari 1981;
- BOGNOLO DANIELA “Visions d’Afrique: Lobi” Milano 2007;
- SKOUGSTAD NORMAN "Traditional Sculpture from Upper Volta " New York The African American Institute 1978, pag. 30;
- GOY BERTRAND “Cote d’Ivoire - Premieres regards sur la sculpture - 1850 / 1935” Parigi 2012, pag. 135;

I Lobi sono un popolo di 250.000 individui insediati tra il Ghana, la Costa d’Avorio ed il Burkina Faso. Sono coltivatori ed allevatori di bestiame e vivono divisi in villaggi e grandi famiglie. Ogni villaggio possiede un santuario nel quale vengono conservate le sculture. Anche nell'ambito familiare, i Lobi praticano culti dove il ruolo prevalente si richiama agli antenati protettori. Ogni casa è costruita con laterizi a terrazze ed è abitata da più famiglie associate. Prevede un ambiente sotterraneo destinato a santuario. E’ lì che l’anziano del clan compie dei sacrifici rivolti ai defunti per sollecitarne i favori e per cercare di abbattere le sofferenze della vita quotidiana. Le statue, lì conservate, svolgono la funzione di proteggere la casa. Esse sono il tramite tra gli spiriti e gli uomini e rappresentano fantasmi dei defunti o spiriti della boscaglia. La loro altezza media varia tra i 30 e gli 80 cm. Durante questi rituali le statue sono oggetto di sacrifici di animali. Il loro contatto diretto con il terreno umido del sottosuolo procura al legno vistosi danni soprattutto nelle parti inferiori. Nella statuaria Lobi esiste anche una rappresentazione della figura umana eseguita in forma asimmetrica, cioè interpretata secondo posizioni insolite degli arti e delle varie parti del corpo. Questa attitudine è una prerogativa rara nel panorama delle arti africane.

(*) Edmond Morlet (Bruxelles). E’ stato un mercante belga già operativo a Bruxelles prima della seconda guerra mondiale. Nel 1930 ha viaggiato nell'ex Congo Belga dove ha raccolto, tra l’altro, alcune opere del gruppo Yombe. Nel 1935 una sua maschera Wobé è entrata nel Museo Etnografico di Ginevra (MEG). L’opera più importante, una statua Mbole, figura di un impiccato (Ofika), dopo vari passaggi nelle collezioni, nel 1955 è stata acquisita dal Metropolitan Museum of Art di New York (MET).


Contatti

Arte Africana

Via Paolo Sarpi, 6 - milano
Tel: 02 3363801