Arte Africana: una prestigiosa collezione svizzera

Milano, mercoledì 14 ottobre 2020

40

Baga (Guinea Conakry)

Legno a patina scura brillante, bullette di metallo
H 83 cm
Maschera giogo.
Regione della costa atlantica.
Rappresenta la dea della fecondità (Nimba) protettrice delle donne incinte e invocata da quelle sterili. Esce in processione nelle manifestazioni dei rituali organizzati per ottenere, tramite la sua forza evocativa, auspici per la fertilità dei campi nella raccolta di riso e grano. Il volto sarebbe un’interpretazione fantastica del viso femminile della dea madre mentre il naso a becco dovrebbe rappresentare il simbolo maschile.Chiamata anche maschera da spalla questo modello sembra un unicum, un’invenzione stilistica che non ha riscontri nella produzione dei tanti gruppi africani.Questo esemplare, in particolare, è scolpito secondo stilemi atipici rispetto agli esemplari della tradizione classica Baga: infatti le varie parti della testa e del corpo presentano raccordi a profili ricurvi che invece, nelle opere tradizionali più diffuse, risultano a spigoli vivi. Qui il peso e le dimensioni sono a misura d’uomo. Il volto è organizzato su piani sfalsati e il naso a becco sovrasta il mento allungato a punta. La bocca e gli occhi sono assenti, le orecchie sporgenti a forma della lettera C portano appesi orecchini ad anello, la pettinatura è una grande ciocca che si raccorda alla curva del cranio.Tutta la testa è decorata con una serie di incisioni a motivi geometrici e la faccia è abbellita con capsule di ferro di fattura europea. I seni abbondanti e cadenti ricordano l’immagine dalla donna africana che ha allattato per lungo tempo perché ha avuto il dono della fertilità. Ampie rotture del legno e segni di prolungato utilizzo testimoniano l’indiscussa anzianità di questo esemplare.

Stima

€ 23.000 - 27.000

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Provenienza

- Antica collezione Ralph Nash (*) acquistata alla Berkeley Gallery di Londra negli anni ‘40;
- Antica collezione Helmut Gernsheim (Castagnola di Lugano);
- Ex collezione Paolo Morigi (Lugano) (Etichetta inv. Morigi n° 571);
- Ex collezione privata (Lugano);


Bibliografia

Esemplare riprodotto in
- VENTURI LUCA M. “Anime antiche, arte negra, da una raccolta di sculture dell’Africa occidentale” Banca BSI, Lugano 2002, tav. 77;

- LAMP FREDERICK “Art of the Baga” The Museum for African Art, New York 1996;
- BERLINER DAVID “Mémoires religieuses Baga” Musée Barbier-Mueller, Genève 2013;
- CHRISTIE’S “Arts d’Afrique et d’Océanie” Paris, asta del 22 novembre 2017, lotto 39;


(*) Ralph Nash. Nato in Germania nel 1928 è stato un famoso designer stilista che si è affermato nel creare calzature femminili di alta moda. Ancora giovane aprì una ditta in Sud Africa e fece molti viaggi in Europa e negli USA a New York. Nel 1961 si trasferì a Londra e sviluppò i suoi interessi anche per l’arte africana. Commerciò con i maggiori mercanti europei e americani,in particolare, acquistò opere africane dal famoso gallerista John Klejman (1906-1995), Madison Avenue, New York. Nel 1924 acquistò dal famoso gallerista Paul GuiIlaume (1891-1934) una maschera Dan che il 22 novembre 2017 Christie’s ha proposto all’asta di Parigi a 400.000 / 600.000 euro (lotto 39).

I Baga sono un piccolo gruppo di circa 50.000 individui insediati lungo il litorale della costa atlantica. Divisi in numerosi sotto gruppi abitano in Guinea Bissao, Guinea Conakry, Sierra Leone e Liberia, tutte regioni lagunari di difficile approdo. Queste sculture Baga a quattro gambe erano indossate come maschere giogo. Il portatore entrava e con il suo corpo ne sosteneva il peso aiutandosi anche con le mani per reggersi ai bastoni infilati nei fori delle gambe. Nei grandi esemplari l’altezza raggiunge i 125 cm ed il peso arriva anche a 60 kg. Perché il portatore possa vedere vi sono delle fessure al centro dei seni. Un lungo mantello di stoffa e rafia, legato dietro il collo, ricopriva tutta la scultura in modo da nascondere il portatore. I presenti alla cerimonia dovevano vedere solo la testa ed i seni. La scultura è divisa in due parti distinte: la testa enorme ed il corpo a quattro gambe, il grosso collo cilindrico unisce le due parti. L’aspetto estetico di queste opere è impressionante. Nella tradizione che si è affermata dalla metà del 1800 la testa aggettante diventa enorme, così come i seni e le orecchie. Una lunga pettinatura a doppia cresta riprende la curva del cranio. Tutto il corpo è segnato da incisioni a motivi geometrici evidenziati dalla presenza di bullette di ferro di tipo europeo.


Contatti

Arte Africana

Via Paolo Sarpi, 6 - milano
Tel: 02 3363801