Automobili e Motociclette

Online, da lunedì 14 a lunedì 28 giugno 2021

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1975 Alfa Romeo Alfetta GT (1.8) GR.2 (Italdesign)

telaio n. AR0009461, motore n. 01608S
* Allestimento completo Gr. 2.* Importante passato sportivo.* Ex Autodelta.* Una delle 9 ufficiali costruite.* Documenti italiani, in ordine e aggiornati. * Targhe nere MI d’origine.* ASI.* Condizioni eccellenti.

Venduto € 163.058,00

I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta

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Sfacciatamente rossa, col cofano nero opaco e quattro Carello Megalux sul muso. I parafanghi allargati e che sembrano appendici muscolose. Un’Alfa Romeo dal cuore veramente sportivo ed un passato di corse. Nata come versione granturismo dell’Alfetta, viene trasformata nel reparto ufficiale Autodelta in una vera auto da rally Gruppo 2, con meccanica preparata e portata a 2 litri e un’infinità di dettagli e attenzioni. Portata in gara con successo, regala il fascino delle corse anni ‘70.


L’Autodelta

Il dipartimento dell'Alfa Romeo che si occupa della progettazione, realizzazione e manutenzione delle vetture da competizione della casa di Arese è stato indicato come Reparto Corse Alfa Romeo. Ma questo distaccamento è noto anche come Alfa Corse e Autodelta a seconda del periodo trattato. Durante la sua storia ultracentenaria le Alfa Romeo ufficiali hanno riscosso successi e vittorie praticamente in tutte le categorie sportive automobilistiche, spaziando dal Campionato del Mondo di Formula 1 fino ai rally e ai campionati monomarca. Arcinoto il suo simbolo: un quadrifoglio verde su campo bianco, sin dal 1923, quando venne dipinto da Ugo Sivocci sul cofano della sua vettura come portafortuna prima di vincere la sua prima Targa Florio. Peculiarità del reparto corse della casa milanese è aver dato i natali alla Scuderia Ferrari, fondata nel 1929 a Modena dal suo ex-pilota Enzo Ferrari per far correre gentleman-driver e piloti professionisti su vetture Alfa Romeo. Nel 1963 Carlo Chiti e Ludovico Chizzola, supportati dal consenso ufficioso dell'azienda milanese, fondano ad Udine l'Auto Delta, una società autonoma per progettare e costruire vetture Alfa Romeo da competizione. In un anno l'Auto Delta si trasforma in Autodelta e viene rilevata direttamente dall'Alfa Romeo e, pur rimanendo una società esterna, diventa il reparto corse ufficiale dell'Alfa Romeo. La sede viene progressivamente trasferita a Settimo Milanese e sotto questa effige si occuperà fino al 1983 di tutte le Alfa Romeo da competizione, dal Trofeo Alfasud alla Formula 1. Animata dall'ingegnere Carlo Chiti che si occupa sia della progettazione che della gestione delle vetture in pista, si ottengono vittorie con le Giulia TZ e TZ2, le GTA/GTam, tutte le Sport Prototipo Tipo 33, le Alfetta Gt/GTV da rally, le Alfasud Ti Trofeo del monomarca e dal 1979 si ritorna anche alla Formula 1. In questo periodo molti sono i piloti famosi che difendono i colori dell'Alfa Romeo. Tra questi, Jean-Claude Andruet che ha partecipato al campionato del mondo rally dal 1973 al 1986, ottenendo tre vittorie e sette podi.

 

L’Alfetta GT Gruppo 2 Autodelta

L’alfetta GT telaio no. 009461 in questo lotto è una macchina ex ufficiale Autodelta, con un importante palmares sportivo. La sua indole da granturismo è stata trasformata in quella di un’auto da corsa dalle mani del reparto sportivo ufficiale, secondo le specifiche del Gruppo 2, allora in vigore. Vestita della livrea più classica delle Alfa Romeo da rally: rosso Alfa con il cofano nero opaco. Nata 1,8 l di cilindrata (1779 cc), è stata portata a 2 l (1995 cc) con l’aumento dell’alesaggio. Il cambio è un Autodelta 5 rapporti, a denti dritti. Monta un differenziale autobloccante al 50% e freni Lockheed autoventilati. Sviluppava una potenza di 180/190 hp e giunse a 210 hp con la testa a 16 valvole ed alimentazione a iniezione. 

L’Alfetta GT telaio no. 009461 era una delle nove Alfetta GT preparate dall’Alfa Romeo per la stagione rally 1975. La 009461 è ad oggi una delle due sopravvissute ed unica di colore rosso, l’altra è la 001424 di colore giallo. La 009461 debuttò assieme a tutta la squadra Alfa Romeo al rally della Costa Brava nel febbraio 1975 con Ballestrieri - Nannini, un mese dopo nel marzo ‘75 l’auto segnò il primo importante risultato per l’Alfa Romeo con Ballestrieri - Gigli al rally Lyon Charonier, concludendo al 3° posto assoluto e 1° di Gr. 2. L’auto ha corso un totale di otto gare tra la Francia e l’Italia, vincendo due volte il proprio gruppo: nel già citato rally Lyon Charonier e con Svizzero-Masetto al rally di San Giacomo nel maggio 1975, terza prova del campionato italiano rally. Con la 009461 hanno corso i piloti ufficiali Alfa Romeo: Ballestrieri, Svizzero e Andruet. Nel 1976, dopo la decisone di non proseguire più nei rally, l’Alfa Romeo vendette le Alfetta, la 009461 venne acquistata dal Jolly Club di Milano, con il responsabile tecnico Mauro Nocentini l’auto proseguì la sua carriera agonistica con alcuni piloti privati della scuderia milanese. Nel 1982 l’auto passò alla scuderia Tevar, della ditta Tevar S.r.l. con cui fece alcune gare per poi finire nelle mani di un privato collezionista. Nel 2016 l’ex pilota Chicco Svizzero, dopo tanti anni, riuscì ad acquistare l’auto e si è dedicato a un restauro conservativo per mantenere intatta l’originalità dell’auto; seguendo la sua memoria e le numerose fotografie in suo possesso fece eseguire una revisione della meccanica con la sostituzione dei pezzi usurati e restaurò la fodera dei sedili, che venne sostituita con una corretta. Alla fine del restauro l’Alfetta tornò a partecipare assieme a Chicco Svizzero ad alcuni eventi in Italia, ma non fece mai alcuna competizione. L’auto presenta tutti i dettagli delle Alfetta GT ex Autodelta; alcuni particolari: il puntapiedi realizzato per l’affascinante Biche, navigatrice di Andruet, che essendo bassa di statura aveva bisogno di un sostengo per “ancorarsi” al sedile, la cassettina per l'interfono marchiata Autodelta, i sedili a culla di plastica, il pomello del cambio in legno e per finire un particolare degno di nota: la finestrella per accedere agli ammortizzatori posteriori. Negli anni successivi al restauro, l’auto è stata vista e riconosciuta nei suoi particolari dal ex motorista Alfa Romeo Arnaldo Tonti e dall’ex pilota Amilcare Ballestrieri; ognuno ha scritto e firmato la propria testimonianza sull’autenticità della vettura. L’auto ad oggi non ha mai corso, è presente nel libro “Alfa Romeo e Autodelta nei rally” e su un articolo di Ruoteclassiche di gennaio 2019 a cura di Emanuele Sanfront. L’auto è corredata dalle targhe originali Milano, e del libretto originale con la prima intestazione “Autodelta spa”.  

L’allestimento della vettura, con specifiche Gr. 2 comprende ancora oggi un elenco lunghissimo di particolari: staccabatteria, Halda tripmaster, 4 fari supplementari Carello Megalux, parafanghi allargati, cerchi in magnesio, pneumatici slick intagliati, scarico libero inox, preparazione meccanica completa, sedili corsa con cinture a 4 punti, roll-bar, scocca rinforzata, alleggerita e svuotata, sistema interfono Autodelta.


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