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In asta giovedì 25 Giugno 2026 alle ore 15:00
Informazioni
Bell'insieme di 3 lettere e due biglietti indirizzati da Balbo a Modeste Paroletti, riguardanti un fondo a favore dell'Academie da parte de l'Université Imperiale. Le lettere sono datate Torino, 9 marzo 1813 e 5 gennaio 1814, entrambe su carta intestata.
Note Specialistiche
Prospero Balbo (1762–1837) fu una delle figure più importanti del Piemonte tra Illuminismo, età napoleonica e Restaurazione.
Nato a Chieri e legato profondamente a Torino, fu contemporaneamente uomo di governo, studioso, economista e promotore della cultura. Balbo apparteneva a quella generazione di aristocratici illuminati che cercavano di modernizzare lo Stato senza mettere in discussione la monarchia. La sua caratteristica principale fu la capacità di mediare tra le forze conservatrici e quelle innovatrici, in un periodo segnato dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche.
Nel 1789 divenne sindaco di Torino, distinguendosi per il riordino delle finanze cittadine. Successivamente fu ambasciatore del Regno di Sardegna a Parigi presso il governo rivoluzionario francese, una missione estremamente delicata in anni di grandi tensioni politiche. Durante il periodo napoleonico accettò l'incarico di rettore dell'Università di Torino e contribuì alla riorganizzazione dell'istruzione pubblica. Fu inoltre uno dei protagonisti della vita scientifica piemontese, tra i fondatori e poi presidente perpetuo della Accademia delle Scienze di Torino.
Dopo la Restaurazione tornò al governo come ministro dell'Interno. Pur fedele alla monarchia sabauda, sosteneva alcune riforme costituzionali prudenti. Nel 1821 presentò un progetto di costituzione giudicato troppo avanzato da re Carlo Felice; ciò segnò la fine della sua carriera politica attiva.
Nato a Chieri e legato profondamente a Torino, fu contemporaneamente uomo di governo, studioso, economista e promotore della cultura. Balbo apparteneva a quella generazione di aristocratici illuminati che cercavano di modernizzare lo Stato senza mettere in discussione la monarchia. La sua caratteristica principale fu la capacità di mediare tra le forze conservatrici e quelle innovatrici, in un periodo segnato dalla Rivoluzione francese e dalle guerre napoleoniche.
Nel 1789 divenne sindaco di Torino, distinguendosi per il riordino delle finanze cittadine. Successivamente fu ambasciatore del Regno di Sardegna a Parigi presso il governo rivoluzionario francese, una missione estremamente delicata in anni di grandi tensioni politiche. Durante il periodo napoleonico accettò l'incarico di rettore dell'Università di Torino e contribuì alla riorganizzazione dell'istruzione pubblica. Fu inoltre uno dei protagonisti della vita scientifica piemontese, tra i fondatori e poi presidente perpetuo della Accademia delle Scienze di Torino.
Dopo la Restaurazione tornò al governo come ministro dell'Interno. Pur fedele alla monarchia sabauda, sosteneva alcune riforme costituzionali prudenti. Nel 1821 presentò un progetto di costituzione giudicato troppo avanzato da re Carlo Felice; ciò segnò la fine della sua carriera politica attiva.
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