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Libri e Manoscritti

giovedì 25 Giugno 2026, ore 15:00 • Roma

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Manoscritti

Becchi, Guglielmo

Guilielmi Becchii florentini generalis Augustinianorum comentum in libros iconomicorum aristotelis, 1467

Stima

€ 15.000 - 20.000

Lotto venduto

€ 38.100

I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta

Informazioni

Splendido codice umanistico pergamenaceo contenente il Commento all'Economico di Aristotele da parte dell'agostiniano Guglielmo Becchi, sottoscritto al colophon: "Guililemi Becchij Generalis Augustinensiurum Comentum super libris Yconomicorum Aristotielis feliciter explicit Anno dni M° cccc°lxvij° xx Julii". Il manoscritto si compone di 6 fascicoli di 8 carte ciascuno, l'ultimo di sette con 4 bianche finali, per un totale di 43 cc., misure 198 x 143 mm., vergato da un'unica mano in corsiva umanistica. Alla prima carta elegante lettera P decorata in oro e altri colori, con festoni laterali, in basso stemma  nobiliare su fondo rosso raffigurante una fascia d'oro doppiomerlata posta in orizzontale al centro e tre mezzelune d'oro disposte due in alto e una in basso, rubriche in rosso, iniziali con paraffi in rosso e blu, capilettera filigranati, inziale miniata a fondo oro con colori rosa, blu, verde e festone laterale decorato. Legatura del sec.XIX in pelle marrone con impressioni a secco ai piatti e titolo in oro al dorso.

Note Specialistiche

Guglielmo Becchi nacque a Firenze intorno al 1411 da Antonio di nobile famiglia. Ancora in giovane età entrò nel convento di S. Spirito della sua città e divenne religioso dell'Ordine degli eremitani di S. Agostino. Gli anni della permanenza a Firenze furono i più fecondi della sua attività di scrittore, di filosofo e di teologo. Faceva parte del circolo umanistico sorto intorno a Cosimo de' Medici, e dedicò nel 1436 a Piero figlio di Cosimo un opuscolo, il De Cometa, scritto in occasione dell'apparizione in quell'anno di una cometa.
Notevole è l'attività del Becchi nell'esporre e commentare la filosofia di Aristotele. La Biblioteca Laurenziana di Firenze e l'Angelica di Roma conservano alcuni suoi manoscritti, frutto dello studio e dell'insegnamento di questi anni fiorentini, anche se parte di essi è datata in epoca posteriore: il Commentarium super decem libros Ethicorum Aristotelis scritto nel 1455, quello In libros Oeconomicorum Aristotelis del 1467 e quello Super libros octo Polyticorum Aristotelis del 1476, come pure le Quaestiones super tres libros Aristotelis de anima, la Philosophia moralis tripartita e l'Expositio Isagoges Porphyrii et categoriarum Aristotelis. Citato da Vespasiano da Bisticci nelle sue Vite di uomini illustri del sec. XV, morì a Firenze in anno imprecisabile, tra il 1481 ed il 1495-'96. (Treccani, sub vocis).

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