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Libri e Manoscritti

giovedì 25 Giugno 2026, ore 15:00 • Roma

46

Incunabolo

Dante Alighieri

La Commedia, 1472

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Informazioni

Mantova, Georgius de Augusta and Paulus de Butzbach, per Columbinus Veronensis, 1472. In 2°. L’edizione è stampata nello stesso anno della princeps della Commedia (Foligno, 1472) ma per impaginazione, qualità del carattere e affidabilità filologica risulta essere la più importante tra le tre edizioni del 1472. Il volume è impresso su due colonne di 41 linee, senza numerazione, segnature e richiami, ed è impresso in caratteri romani R106. Il nostro esemplare principia con una magnifica iniziale miniata in rosso e blu, che si ripete anche ad inizio Purgatorio e Paradiso. Non presenta il Capitulo di Colombino veronese, assente in gran parte degli esemplari noti. Presenti alcune annotazioni di mano coeva in latino, 8 in totale, di varia lunghezza. Il presente esemplare è da considerarsi tra i più eccezionali tra quelli conosciuti, in primis per le sue dimensioni, 319 x 230 mm., ben superiori a quelle della copia della British Library, della Trivulziana e della Bibliothéque Nationale di Parigi. Lo stato di conservazione dell’esemplare è uniformemente perfetto, unico problema la mancanza di 4 carte supplite con dei facsimili su carta antica, abilmente eseguiti sulla copia della Trivulziana, e una carta restaurata: sono le carte 78, 83, 86, 89 e 90. Quest’ultima (la carta del colophon) è stata restaurata integrando la parte mancante, ovvero la colonna di sinistra, mentre quella che reca il colophon si presenta intatta e in ottime condizioni. Questi interventi sull’esemplare sono stati eseguiti probabilmente intorno agli anni Cinquanta. Legatura in piena pelle moderna.

Note Specialistiche

LA PIU' IMPORTANTE EDIZIONE DI DANTE NEL QUATTROCENTO

"A mezza via fra l'età di Vittorino da Feltre e quella della marchesa Isabella e del Castiglione, la stampa mantovana di Dante, alla quale si appaia nello stesso anno una delle pochissime stampe del Decameron, rappresenta bene la svolta decisiva per cui a Mantova, come in quel giro d'anni in altre corti, la cultura umanistica venne a patti con la tradizione trecentesca e si avviò a produrre nella nuova lingua una nuova letteratura cortigiana." (C. Dionisotti, Dante nel Quattrocento, p. 367)
Il solito brillante Dionisotti coglie nel segno quando intuisce che l'edizione mantovana di Dante è l'edizione cruciale per capire la svolta della cultura umanistica intorno agli anni Settanta del secolo, quella svolta che aprì al volgare e ad una nuova stagione cortigiana. L'edizione mantovana della Commedia del 1472 occupa un posto di assoluto rilievo nella storia del testo dantesco, non soltanto perché appartiene al gruppo delle primissime stampe dell'opera, ma soprattutto perché rappresenta il primo tentativo di intervento filologico consapevole sul poema in età tipografica. Essa costituisce il punto di passaggio fra la tradizione manoscritta trecentesca e la nuova civiltà del libro a stampa.Nel 1472 la Commedia viene stampata per la prima volta in tre diverse città:- Foligno (11 aprile 1472), edizione comunemente considerata la princeps perché datata;- Mantova (1472, senza giorno e mese);- Venezia [no Jesi] (18 luglio 1472), per Federico de' Conti.
La stampa mantovana nasce nell'ambiente della corte dei Gonzaga, uno dei più importanti centri umanistici dell'Italia settentrionale. I tipografi sono due tedeschi, Georgius de Augusta e Paulus de Butzbach, attivi proprio negli anni iniziali della tipografia mantovana. L'impresa fu realizzata sotto la supervisione dell'umanista Colombino Veronese (Columbinus Veronensis), figura decisiva per la qualità del testo.
Dal punto di vista filologico la Mantovana del 1472 è probabilmente la più importante delle tre edizioni dantesche uscite quell'anno. Gli studi moderni concordano nel ritenere che Colombino abbia utilizzato come manoscritto di base un testimone molto vicino al celebre "Codex Vaticanus Latinus 3199" o addirittura il Vat. Lat. 3199 stesso. Tale codice è oggi considerato uno dei più autorevoli rappresentanti della tradizione antica della Commedia.L'aspetto più importante dell'edizione mantovana è l'intervento di Colombino Veronese. Non si limita infatti a finanziare o promuovere l'impresa, ma agisce come vero e proprio curatore del testo. Questo elemento è fondamentale, perché dimostra una consapevolezza umanistica del valore del testo e della necessità di trasmetterlo in forma corretta. Ma Colombino non si limitò a copiare un unico manoscritto: effettuò una vera collazione con altri codici, probabilmente disponibili presso la biblioteca gonzaghesca. Ciò produce un testo generalmente più corretto di quello folignate e di quello veneziano, UNO DEI PIU' CORRETTI TRA QUELLI TRADITI NEL QUATTROCENTO. 

La Commedia stampata a Mantova nel 1472 da Georgius de Augusta e Paulus de Butzbach, sotto la direzione di Colombino Veronese, è uno dei monumenti dell'incunabolistica italiana. Se l'edizione di Foligno rappresenta la nascita tipografica di Dante, quella mantovana rappresenta la nascita della filologia dantesca a stampa: un testo costruito con attenzione ai manoscritti, materialmente elegante, storicamente legato all'umanesimo gonzaghesco e decisivo per la trasmissione del poema nei secoli successivi.

Sono registrate 15 copie al mondo su ISTC; di queste 15, solo 5 si trovano in Italia in biblioteche pubbliche (Milano, Napoli, Padova, Udine e Verona).
Goff D23; H 5939; Pell 4108; CIBN D-9; IGI 353; Oates 2582; Pr 6882; BMC VII 928; GW 7959; Fac: (ed. L. Pescasio) Mantova, 1972. ISTC: id00023000

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