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Alighieri, Dante
(Firenze 1265 - Ravenna 1321)
La Diuina Commedia di Dante Alighieri nobile fiorentino ridotta a miglior lezione dagli Accademici della Crusca, 1595
Stima
€ 4.000 - 6.000
Lotto venduto
€ 5.130
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Informazioni
Firenze, per Domenico Manzani, 1595. In 8°. Emblema della Crusca al frontespizio, tavola intitolata "Profilo, pianta, e misure dell'Inferno di Dante secondo la descrizione d'Antonio Manetti fiorentino" ripiegata, testate e capilettera decorati, lievi aloni ma altrimenti esemplare perfetto, legatura in vitello rosso con cornice in oro ai piatti, titolo su tassello verde al dorso, tagli dorati. Al contropiatto ex libris di Francesco Riccardi del Vernaccia; del Barone Landau e al frontespizio timbro della Biblioteca Galletti di Firenze.
Note Specialistiche
SPLENDIDO ESEMPLARE DELL'EDIZIONE DI CRUSCA DI ILLUSTRISSIMA PROVENIENZA: RICCARDI DEL VERNACCIA, LANDAU, GALLETTI.
Prima edizione della “Commedia” a cura dell'Accademia fiorentina della Crusca. Fu la prima edizione critica volta a migliorare la vulgata aldina del 1502 e per oltre due secoli rimase un riferimento fondamentale per le ristampe successive.
Provenienza: Francesco Maria Riccardi del Vernaccia. Figlio di Vincenzo e Ortensia del Vernaccia, marchese, ciambellano del granduca Ferdinando III di Toscana, socio dell'accademia dei georgofili; deve la sua formazione umanistica ai padri Scolopi, prima a Volterra e poi a Siena. Grazie alla provenienza illustre della sua famiglia riesce a costituire un'importante biblioteca di oltre 6.000 volumi con diverse edizioni di incunaboli.
Prima edizione della “Commedia” a cura dell'Accademia fiorentina della Crusca. Fu la prima edizione critica volta a migliorare la vulgata aldina del 1502 e per oltre due secoli rimase un riferimento fondamentale per le ristampe successive.
Provenienza: Francesco Maria Riccardi del Vernaccia. Figlio di Vincenzo e Ortensia del Vernaccia, marchese, ciambellano del granduca Ferdinando III di Toscana, socio dell'accademia dei georgofili; deve la sua formazione umanistica ai padri Scolopi, prima a Volterra e poi a Siena. Grazie alla provenienza illustre della sua famiglia riesce a costituire un'importante biblioteca di oltre 6.000 volumi con diverse edizioni di incunaboli.
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