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Geometria
Viviani, Vincenzo
De maximis; et minimis geometrica diuinatio in quintum conicorum Apollonii Pergaei adhuc desideratum ad Serenissimum Ferdinandum , 1659
Stima
€ 5.000 - 5.500
Lotto venduto
€ 6.390
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Informazioni
Firenze Giuseppe Cecchini, 1659. In folio, due libri ciascuno col proprio frontespizio in rosso e nero e stemma mediceo xilografico, occhietto (Demaximis, et minimis libri duo), numerosi legni nel testo. (8cc), 154pp, 2 carte di tavola calcografiche; (2cc), 154pp, 2 carte di tavola calcografiche, (1cc dierrata). Esemplare in barbe, legatura in cartonato coevo, titolo manoscritto al dorso, tagli spruzzati, centinaia di piccole correzioni a penna del Viviani stesso, come egli descrive nelle righe sopra l’Errata, anche correzioni su strisce a stampa.
Note Specialistiche
La prassi correttoria di intervenire con puntuali correzioni a penna sugli esemplari, ovvero sui singoli fogli di stampa (stop press correction o anche pen correction), risulta attestata sino dal XV sec. Si veda l'esempio del De Aetna di Pietro Bembo, 1495. Molte edizioni, soprattutto scientifiche, subiranno questa prassi, in ragione della necessità di intervenire con precisione sull'attendibilità del testo. Il caso più clamoroso è quello di Galilei con il suo Sidereus, dove gli interventi dell'autore sono non numerosi ma puntuali. Lo stesso accade per quest'edizione del Viviani, dove una serie di precisi e puntuali correzioni consentono all'autore di emendare il testo su punti chiave.
Fedele ricostruzione di Viviani del quinto libro delle Coniche di Apollonio, intrapresa dopo che i primi quattro libri erano stati scoperti e pubblicati. Prima che apparisse, Borelli trovò effettivamente il testo del quinto libro in un manoscritto arabo nella biblioteca granducale a Firenze. Questo straordinario manoscritto includeva in realtà i primi sette libri di Apollonio, ma Borelli mantenne segreto il contenuto fino a quando Viviani non poté completare la sua pubblicazione. Una traduzione dall'arabo apparve nel 1661 sotto la direzione del Borelli, rivelando una "sostanziale somiglianza" tra la ricostruzione del Viviani e il vero
Fedele ricostruzione di Viviani del quinto libro delle Coniche di Apollonio, intrapresa dopo che i primi quattro libri erano stati scoperti e pubblicati. Prima che apparisse, Borelli trovò effettivamente il testo del quinto libro in un manoscritto arabo nella biblioteca granducale a Firenze. Questo straordinario manoscritto includeva in realtà i primi sette libri di Apollonio, ma Borelli mantenne segreto il contenuto fino a quando Viviani non poté completare la sua pubblicazione. Una traduzione dall'arabo apparve nel 1661 sotto la direzione del Borelli, rivelando una "sostanziale somiglianza" tra la ricostruzione del Viviani e il vero
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