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Informazioni
in oro
6,69 gr. - Diam. 26,00 mm.
Dritto: Stemma coronato di forma speciale con le sei palle, di cui la superiore con tre giglietti in rilievo, entro cartella ornata di volute e in basso di conchiglia; - Rovescio: Croce gigliata, accantonata da quattro globetti.
6,69 gr. - Diam. 26,00 mm.
Dritto: Stemma coronato di forma speciale con le sei palle, di cui la superiore con tre giglietti in rilievo, entro cartella ornata di volute e in basso di conchiglia; - Rovescio: Croce gigliata, accantonata da quattro globetti.
MIR 323/2. CNI 83. Della massima rarità.
Probabile provenienza da montatura. Lievi Depositi al D/.
BB.
Cosimo III de’ Medici (1642-1723), figlio primogenito di Ferdinando II e di Vittoria della Rovere, fu granduca di Toscana dal 1670 fino alla morte e protagonista di uno dei regni più lunghi della storia toscana. Educato in un clima di profonda religiosità e di rigorosa formazione morale, sviluppò una personalità austera e introversa che segnò profondamente il suo modo di governare. Salito al trono in un momento in cui il Granducato aveva già perso gran parte del ruolo politico ed economico che aveva avuto nei secoli precedenti, non riuscì a invertire questa tendenza, nonostante alcuni tentativi di riforma e di rilancio commerciale.
Il suo governo fu caratterizzato da un forte controllo morale e religioso della società, con un irrigidimento delle norme sui costumi e sulla vita civile, che contribuì a rendere il clima politico e culturale più chiuso rispetto al passato mediceo. Sul piano internazionale dovette confrontarsi con il problema cruciale della successione: la mancanza di eredi maschi destinati a durare aprì la questione della fine della dinastia dei Medici, che sarebbe effettivamente avvenuta pochi anni dopo la sua morte, nel 1737. Nonostante questi limiti, il granduca seppe lasciare un segno duraturo in alcuni ambiti specifici: celebre è, ad esempio, il bando del 1716 con cui delimitò ufficialmente le aree di produzione di vini come il Chianti, il Carmignano e il Pomino, un atto considerato un precedente fondamentale delle moderne denominazioni di origine.
La monetazione del lungo regno di Cosimo III riflette bene questa fase finale della storia medicea, con emissioni numerose ma spesso caratterizzate da tirature contenute, soprattutto per le monete in oro. Tra queste spicca la doppia del 1716, di grandissima rarità e del quale sono conosciuti pochi esemplari apparsi sul mercato.
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