Stima
€ 4.000 - 6.000
Lotto venduto
€ 8.890
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Informazioni
Stampa cromogenica vintage
cm 21,3 x 26,8 (cm 19,3 x 23,8 immagine)
Opera in cornice
cm 21,3 x 26,8 (cm 19,3 x 23,8 immagine)
Opera in cornice
Opera accompagnata da Certificato d'autenticità rilasciato dall'Archivio di Luigi Ghirri, Roncocesi (Reggio nell'Emilia)
Bibliografia
Luigi Ghirri, Vista con camera, a cura di Paola Ghirri e Ennery Taramelli, Federico Motta Editore, Milano 1992 p. 146Massimo Mussini, Luigi Ghirri, Federico Motta Editore, Milano 2001 p. 307Luigi Ghirri - It's beautiful here, isnt it ..., Aperture Foundation, New York 2008/ Ed. Italiana Contrasto, Roma 2008 p. 72Architettura 42, Luigi Ghirri architetture e paesaggi, a cura di G. Malacarne, I. Clemente, A Moro, Facoltà di Architettura "Aldo Rossi", Clueb Bologna 2011 p. 59
Luigi Ghirri (Scandiano, Reggio Emilia 1943 – Reggio Emilia 1992) geometra di formazione, quando comincia a fotografare nel 1969 fa riferimento al mondo concettuale che filtra in lavori dove gioca fra realtà e artificialità, immediatezza e ambiguità, cultura alta e immagini di consumo dialogando con scrittori come Gianni Celalti, musicisti come Lucio Dalla, critici come Massimo Mussini e Arturo Carlo Quintavalle. Sul tema del paesaggio realizza progetti fondamentali come le collettive “Viaggio in Italia” e “Esplorazioni sulla via Emilia” dando vita con le sue ricerche personali, confluite in molte mostre, in 31 libri di grande importanza e in saggi di lucida analisi come “Lezioni di fotografia”, a una riflessione di ampio respiro che lo colloca fra i più grandi fotografi della sua epoca.Se Luigi Ghirri è uno degli autori più amati nel mondo del collezionismo ciò è dovuto al suo sguardo originale e su quella solo apparente linearità che ne caratterizza le opere. La sua capacità di passare dal piccolo formato 35 mm al medio, di alternare pellicole negative, diapositive, Polaroid sempre rimanendo fedele ai cromatismi delicati di un riconoscibilissimo uso del colore ne fanno un fotografo più attento alla riflessione filosofica che alle dispute tecniche. Come lo hanno definito in una loro pezzo i Modena City Rambles, è stato soprattutto “L’uomo delle pianure”. In queste tre sue opere il fotografo mostra la sua capacità di passare dagli interni – e qui la presenza delle persone serve a sottolineare la grandiosità del seicentesco teatro Farnese di Parma – agli esterni, con una delicatissima ripresa di una Riccione deserta dove le cabine fanno da quinta per la visione di un mare lontano e rassicurante. Famosa è poi la ripresa di Ortisei (Alpe di Siusi) (perché, per quanto uomo di pianura, le sue eccezioni le coltivava) che compare in “Viaggio in Italia” come prima in “Tipografia/Iconografia” e si caratterizza per il senso di ariosità come anche quel tipo di ripresa che sembra coinvolgere chi la osserva in modo fortemente emotivo.
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