Stima
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Informazioni
Torino, Vincenzo Bona Tipografo, 1873. In 2°, 305 x 255 mm. Fregio litografico al frontespizio. Seconda edizione con note di Giammartino Arconati Visconti. Esemplare recante dedica dell'autore ad Alessandro Manzoni: "a Don Alessandro Manzoni omaggio devotissimo dell'amist... con ossequio dell'autore". Legatura in mezza pelle blu e cartone, sciupata.
Note Specialistiche
Poemetto narrativo di argomento fantastico, definito dallo stesso autore «la pazza cosa», dato il suo carattere fortemente sperimentale. Gli studi critici, fin da Croce, hanno messo in luce il significato profondamente allegorico della fiaba boitiana: «Di “ridondante simbologia del male” ha parlato Francesco Spera, ma già Benedetto Croce aveva interpretato la fiaba in chiave simbolica: il verme che perseguita Re Orso quale simbolo del male, “non il male umano cosciente, timido e angusto, ma il male simile a selvaggia manifestazione della natura, il male ch’è dei vulcani in eruzione, dei terremoti, dell’oceano in tempesta, delle belve in ferocia: il capriccio del male, della strage, dell’orgia di sangue”. La gratuità degli atroci comportamenti di Re Orso rimanderebbe dunque, per via di metafora, a quella legge di male assoluto che segna, nell’insensatezza, la condizione umana» (Carnero, La poesia scapigliata, p. 225).
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