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Attribuito a Evaristo Baschenis (Bergamo, 1617 – 1677)
Strumenti musicali, foglio con spartito, libri, conchiglia, scrigno, statuetta di Davide e tenda
Stima
€ 20.000 - 40.000
Lotto venduto
€ 60.570
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Informazioni
olio su tela
cm 109 x 152
cm 109 x 152
tracce di data sulla spinetta: (...) LX
al verso, sul telaio, etichetta della Mostra della Pittura Italiana del Seicento e Settecento / Comune di Firenze / 396
Provenienza
già Bergamo, Palazzo Marchesi L.E. Terzi di Sant'Agata;
collezione privata.
collezione privata.
Esposizione
Mostra della pittura italiana del Seicento e del Settecento in Palazzo Pitti, Firenze 1922 (n. 53)
Bibliografia
Mostra della pittura italiana del Seicento e del Settecento in Palazzo Pitti, catalogo della mostra a cura di N. Tarchiani, Firenze 1922, n. 53;
L. Angelini, I Baschenis, Bergamo 1943, pp. 63-64, n. 29 p. 75, tav. LIV (come Evaristo Baschenis);
M. Rosci, Evaristo Baschenis, in I pittori bergamaschi dal XIII al XIX secolo, Il Seicento, III, Bergamo 1985, fig. 1 p. 143, cat. 135 p. 92 (come attribuito a Evaristo Baschenis e con attribuzione alternativa a Bartolomeo Bettera).
L. Angelini, I Baschenis, Bergamo 1943, pp. 63-64, n. 29 p. 75, tav. LIV (come Evaristo Baschenis);
M. Rosci, Evaristo Baschenis, in I pittori bergamaschi dal XIII al XIX secolo, Il Seicento, III, Bergamo 1985, fig. 1 p. 143, cat. 135 p. 92 (come attribuito a Evaristo Baschenis e con attribuzione alternativa a Bartolomeo Bettera).
Esposto a Firenze nel 1922 alla Mostra della pittura italiana del Seicento e del Settecento, come opera di Baschenis, nel 1943 il dipinto è citato e illustrato in bianco e nero da Luigi Angelini che, tra le opere del maestro conservate in collezioni bergamasche, ne ricorda "due bellissime del Palazzo Marchese L. E. Terzi", tra cui una "con strumenti musicali, ma intercalati da un cofanetto, una statuetta di Davide, una conchiglia tortile adagiata su uno stipetto nero intarsiato" (L. Angelini 1943, p. 63-64). Successivamente il dipinto è pubblicato da Marco Rosci che, con i suoi studi, ha dato un contributo fondamentale per la ricostruzione del catalogo dell'artista. Lo studioso lo inserisce tra le opere "attribuite a" Evaristo Baschenis, suggerendo anche la possibilità che si tratti di un dipinto di alta qualità di Bartolomeo Bettera (M. Rosci 1985, p. 92, n. 135). La composizione rientra in quella sottocategoria del genere della natura morta, inventata dal maestro bergamasco stesso, in cui strumenti musicali, disposti con assoluta geometria, si fanno protagonisti in una sorta di scena cinematografica, costruita con fasci di luce e contrasti chiaroscurali di evidente ispirazione caravaggesca. In questo caso, un liuto, un violino, un flauto a becco, una mandora, un archetto e una spinetta sono accompagnati da una conchiglia, uno piccolo stipo intarsiato, due libri, un foglio di spartito, una piccola scatola musicale e una statuetta di David che arricchiscono la scena, chiusa da un drappo color porpora e oro.
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