Stima
€ 2.500 - 3.500
Lotto venduto
€ 3.870
I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta
Hai un lotto simile a questo che vorresti vendere?
Informazioni
olio su cartone
cm 17 x 28
cm 17 x 28
firmato in basso a sinistra: TSignorini
al retro, sul supporto, titolato A Pistoia e timbro: Opera di Telemaco Signorini appartenente al Comm. Paolo Signorini
Provenienza
Firenze, Paolo Signorini;
vendita Signorini, 1930, n. 256 (come A Pistoia);
collezione privata.
vendita Signorini, 1930, n. 256 (come A Pistoia);
collezione privata.
Bibliografia
U. Ojetti, Telemaco Signorini, Galleria Pesaro, Milano, 1930, tav. XLVII (come Campagna pistoiese);
D. Durbè, I Macchiaioli: nuovi contributi, Roma, 1997, p. 23, n. 16
D. Durbè, I Macchiaioli: nuovi contributi, Roma, 1997, p. 23, n. 16
Note Specialistiche
Come ci segnala Tiziano Panconi, che ringraziamo, il dipinto è un bell'esempio della pittura di Telemaco Signorini tra il 1858 ed il 1859, e non oltre il 1861.
Vi sono alcune analogie, infatti, con altri paesaggi pistoiesi realizzati in quel torno d'anni; si segnalano Verso Pistoia (collezione privata) e, per il taglio fortemente orizzontale, Orti a Settignano (Case al sole). Cfr. T. Panconi, Telemaco Signorini. Catalogo generale ragionato delle opere, Firenze, 2019, n. 70 e n. 118.
Siamo innanzi al Signorini cruciale, al suo passaggio dal en plein air alla novità della macchia. Un viaggio molto importante per la sua arte fu quello che, con Vincenzo Cabianca e Cristiano Banti, fece di lì a poco, nel 1859 a La Spezia dove ritrasse i borghi di Pitelli, San Terenzo, Vezzano Ligure, Lerici, Sarzana, Riomaggiore e la costa delle Cinque Terre nella prospettiva di dare un nuovo impulso alla propria pittura, dotandola di vigorosi contrasti tra le luci e le ombre, in grado di definire la "macchia" di colore come l'elemento costitutivo dell'opera.
Egli, qui nella campagna toscana e probabilmente poco prima del suddetto viaggio, definisce meglio la macchia e utilizza anche le importanti conquiste venete del colore; non si può fare a meno di notare le note di verde che pervadono la composizione.
Si ringrazia il dott. Tiziano Panconi per aver gentilmente confermato l'autenticità dell'operaVi sono alcune analogie, infatti, con altri paesaggi pistoiesi realizzati in quel torno d'anni; si segnalano Verso Pistoia (collezione privata) e, per il taglio fortemente orizzontale, Orti a Settignano (Case al sole). Cfr. T. Panconi, Telemaco Signorini. Catalogo generale ragionato delle opere, Firenze, 2019, n. 70 e n. 118.
Siamo innanzi al Signorini cruciale, al suo passaggio dal en plein air alla novità della macchia. Un viaggio molto importante per la sua arte fu quello che, con Vincenzo Cabianca e Cristiano Banti, fece di lì a poco, nel 1859 a La Spezia dove ritrasse i borghi di Pitelli, San Terenzo, Vezzano Ligure, Lerici, Sarzana, Riomaggiore e la costa delle Cinque Terre nella prospettiva di dare un nuovo impulso alla propria pittura, dotandola di vigorosi contrasti tra le luci e le ombre, in grado di definire la "macchia" di colore come l'elemento costitutivo dell'opera.
Egli, qui nella campagna toscana e probabilmente poco prima del suddetto viaggio, definisce meglio la macchia e utilizza anche le importanti conquiste venete del colore; non si può fare a meno di notare le note di verde che pervadono la composizione.
Contatta il dipartimento
Lotti suggeriti
Caricamento lotti suggeriti...




