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In asta giovedì 5 Marzo 2026 alle ore 15:00
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Note Specialistiche
Il gruppo etnico Shoowa, che appartiene al grande popolo Kuba, ha sviluppato attraverso i tessuti di cotone, un’arte originale che non trova riscontro negli altri popoli dell’Africa Nera. I tessuti venivano fabbricati utilizzando la foglia della palma-rafia che una volta sfibrata, veniva lavorata su un telaio ad un liccio in modo da ottenere l’ordito. Questa prima operazione era svolta dagli uomini. Successivamente le donne eseguivano il ricamo con pezzi di fibre vegetali colorate con i tradizionali colori ottenuti con sostanze di origine naturale come il rosso, l’indaco, il giallo, l’ocra ed il nero.
Questi tessuti, ora chiamati universalmente “Shoowa”, erano utilizzati come dote matrimoniale o riservati al sovrano come tributo. Con l’introduzione dei teli di cotone, provenienti soprattutto dalle Indie, la tradizione si è mantenuta e sviluppata nella lavorazione dei teli di cotone, sui quali le donne vi applicavano ritagli di stoffa colorata secondo una trama fantasiosa ed astratta che forse rappresenta un linguaggio arcaico. I disegni hanno origine da una tradizione che ha potuto tramandarsi nel tempo di generazione in generazione perché il regno Kuba ha mantenuto un isolamento culturale durato tre secoli prima di subire l’influenza della colonizzazione.
L’usura del tessuto ed i vari interventi di restauro testimoniano la loro anzianità che dovrebbe collocarsi nell’ultimo quarto del 1800. Sono realizzati con una serie di pezzi di tela, lavorati da donne diverse, applicati come le tessere di un mosaico.
L’arte modernaL’Astrattismo è una corrente pittorica che tralascia ogni riferimento con la realtà per ottenere risultati estetici suggestivi ed eclatanti. Molti artisti si sono affermati sviluppando questo genere di pittura. Alcune opere di Matisse, Kandinsky, Klee e, più di recente Capogrossi, propongono segni e simboli grafici che sembrano ispirarsi agli antichi tessuti Kuba del Congo centrale. Sono tessuti di rafia o di cotone grezzo, preparati dagli uomini, ma ricamati a mano dalle donne del clan. Sono lunghe pezze di tela sulle quali le donne ricamavano un labirinto di segni astratti aggiungendovi anche ritagli di stoffa colorata. I teli servivano come dote nei contratti di matrimonio.
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