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In asta giovedì 5 Novembre 2026 alle ore 16:00
Informazioni
scultura in pietra porfirica
cm 60 x 34 x 43
cm 60 x 34 x 43
Provenienza
Eredi Timo Bortolotti
Bibliografia
A. Panzetta, Timo Bortolotti Scultore (1884-1954), Montevarchi 1996, n. 116
Note Specialistiche
Timo Bortolotti nacque a Darfo, in Valle Camonica, il 15 giugno 1884. Il padre, Angelo, gestiva cave di pietra e fu così che Timo sviluppò fin dall’infanzia una particolare sensibilità per la forma, il volume e lo spazio, maturata attraverso il contatto diretto con i materiali e le tecniche di estrazione e lavorazione. Rimasto orfano del padre all’età di otto anni, fu indirizzato verso l’attività familiare, pur coltivando una precoce vocazione artistica che lo portò a tentare brevemente gli studi presso l’Accademia di Brera a Milano.La morte della prima moglie nel 1910 e le gravi ferite riportate durante la Prima Guerra Mondiale segnarono profondamente la sua vita. Dopo una lunga convalescenza, Bortolotti riprese pienamente le proprie attività, dedicandosi sempre più intensamente alla scultura, fino ad allora coltivata come una passione privata.Nel 1921 aprì il suo primo studio a Brescia, dove lavorò fino al 1924, realizzando numerose opere, tra cui il monumento ossario del Tonale. Negli anni successivi intensificò la propria attività espositiva, partecipando a importanti rassegne. Si trasferì successivamente a Milano, dove aprì uno studio in via Vivaio, accanto ad Adolfo Wildt, Achille Funi e Pietro Marussig.Il 1930 segnò una tappa fondamentale della sua carriera, con l’esordio alla Biennale di Venezia, cui partecipò nuovamente nel 1934, 1936, 1940 e 1942. Nel 1935 ottenne il Premio Savoia-Brabante e nel 1936 ricevette un riconoscimento d’onore a Budapest. Nel 1937 conseguì il Grand Prix all’Expo Internazionale di Parigi, insieme ad Arturo Martini e Marino Marini, che gli consentì di consolidare la propria affermazione nel panorama artistico dell’epoca e ricevere numerose commissioni.Tra le opere più significative si ricordano Nike (scultura offerta al presente lotto), Dioscuro, Figlia di Maria, Ragazza lombarda, Treccine bionde e Il pescatorello, opere eseguite negli anni Trenta, decennio durante il quale Timo Bortolotti strinse un legame di amicizia con artisti come Arturo Martini, Mario Sironi, Carlo Carrà e Raffaele De Grada.Durante la Seconda Guerra Mondiale, Bortolotti continuò a lavorare alternando i soggiorni a Milano a quelli in Valle Camonica, territorio al quale rimase sempre profondamente legato. Nel dopoguerra si ritirò progressivamente dalla scena espositiva, dedicandosi a un’attività di studio più appartata, rivolta soprattutto alla figura umana e ai temi del lavoro e della condizione umana, e morì a Milano il 15 ottobre 1954.
Bibliografia di riferimentoA. Panzetta, Timo Bortolotti Scultore (1884-1954), Montevarchi 1996;
E. Flocchini, Uno splendito avvenire. La grande avventura nel mondo dell'arte di Timo Bortolotti (1884-1954), Milano 2024
Bibliografia di riferimentoA. Panzetta, Timo Bortolotti Scultore (1884-1954), Montevarchi 1996;
E. Flocchini, Uno splendito avvenire. La grande avventura nel mondo dell'arte di Timo Bortolotti (1884-1954), Milano 2024
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