Informazioni
altezza 48 cm.
Struttura realizzata in un unico pezzo in metallo color ottone, decorata in rilievo e con elementi trafori ai vajra. La finitura in parte brunita per dare risalto alle parti lasciate color ottone. Il khatvanga rituale tibetano (scritto anche katvanga o katvanka) è un bastone o clava simbolica sormontata da un teschio, spesso completato da un vajra (fulmine), e riveste un profondo significato nel Buddhismo Vajrayana. Rappresenta l’unione di saggezza e metodo, simboleggiando la natura non duale delle divinità che lo portano. Il teschio richiama l’impermanenza del corpo e il trionfo della saggezza sull’illusione, mentre il vajra rappresenta il fulmine dell’illuminazione improvvisa e la potenza spirituale. Comunemente associato a divinità come Vajravarahi, il khatvanga viene portato nell’incavo del braccio sinistro o appoggiato sulle spalle durante i rituali tantrici. Con origini nelle tradizioni tantriche indiane e successivamente integrato nel Buddhismo tibetano, ha anche legami con antichi strumenti sciamanici tribali. In definitiva, il khatvanga è un potente emblema di trasformazione, illuminazione e superamento della dualità.
Struttura realizzata in un unico pezzo in metallo color ottone, decorata in rilievo e con elementi trafori ai vajra. La finitura in parte brunita per dare risalto alle parti lasciate color ottone. Il khatvanga rituale tibetano (scritto anche katvanga o katvanka) è un bastone o clava simbolica sormontata da un teschio, spesso completato da un vajra (fulmine), e riveste un profondo significato nel Buddhismo Vajrayana. Rappresenta l’unione di saggezza e metodo, simboleggiando la natura non duale delle divinità che lo portano. Il teschio richiama l’impermanenza del corpo e il trionfo della saggezza sull’illusione, mentre il vajra rappresenta il fulmine dell’illuminazione improvvisa e la potenza spirituale. Comunemente associato a divinità come Vajravarahi, il khatvanga viene portato nell’incavo del braccio sinistro o appoggiato sulle spalle durante i rituali tantrici. Con origini nelle tradizioni tantriche indiane e successivamente integrato nel Buddhismo tibetano, ha anche legami con antichi strumenti sciamanici tribali. In definitiva, il khatvanga è un potente emblema di trasformazione, illuminazione e superamento della dualità.
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