Stima
€ 550 - 650
Lotto venduto
€ 1.677
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Informazioni
Firenze, eredi Filippo Giunta, 1531. In 8°. Al frontespizio e in fine la marca giuntina con il giglio araldico e i putti a lato, spazi per capilettera con letterine guida, arrossature sparse, alone alle prime carte ed alle ultime con le bianche in parte staccate, legatura in marocchino marrone del sec. XVIII, ai piatti ed al dorso decorazione impressa in oro, al centro del campo, armi non identificate con scudo in marocchino nero sormontato da cappello prelatizio con 3 ordini di fiocchi, al dorso stelle in oro, tagli dorati.
Note Specialistiche
Rara terza edizione. Oltre 60 edizioni sino alla fine del Cinquecento, tradotto in tutte le lingue conosciute, il solo vero manuale di comportamento per la vita di Corte. Uno dei testi più rappresentativi del Rinascimento italiano, che ebbe grande influenza sulle letterature europee per oltre un secolo (vedi Shakespeare, Corneille, Cervantes, ecc.). In forma di dialogo, si svolge in quattro notti con l'intervento di due interlocutori per tornata. Nel primo libro Cesare Gonzaga è poco più di un coadiutore di Ludovico di Canossa, che svolge il tema della nobiltà del cortigiano affrontando anche il problema della lingua. Nel II le facezie del Bibbiena sono una manifestazione comica delle modalità descritte da Federico Fregoso sulle doti del cortigiano; il III è una discussione autentica sulla donna di palazzo tra Giuliano de' Medici e l'antifemminista Gaspare Pallavicino. Nel IV la dottrina platonica dell'amore professata da Bembo appare come la sublimazione dei rapporti tra il cortigiano, la società e il principe.
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