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Informazioni
Firenze, Giunti, 1563. In 4°. Stemma mediceo al frontespizio e in fine, capilettera abitati, dedica a Ferrante Sanseverino Principe di Salerno, fioriture marginali, legatura in piena pergamena del sec.XIX, tagli a spruzzo rossi.
Note Specialistiche
Edizione originale, dedicata al principe di Salerno Ferrante Sanseverino da Baccio Martelli fratello dell'autore Vincenzo, deceduto nel frattempo. Il volume contiene una raccolta di 88 brani, 81 sonetti, tra cui un sonetto caudato, tre canzoni con lo stesso schema metrico, tre madrigali e un capitolo, “Soglion quei, ch'à pigion toggon Parnaso...”. Le lettere, dopo i poemi in rima, sono assai interessanti, indirizzate a notabili personaggi letterari del tempo, quali Tullia d'Aragona, Vittoria Colonna, Aurelia Sanseverino, Maria Cardona e ad umanisti e poeti quali Paleari, Panciatichi, Caraffa, Aretino, B. Tasso, ed altri. Ottimo e non comune esemplare della presente pubblicazione, la sola del Martelli, che fu ristampata a Firenze nel 1606 ed a Bologna nel 1829.
Le Rime di Martelli, che dedicano uno spazio minore all'ispirazione amorosa, costituiscono una sorta di raccolta epistolare in versi, parallela alla sezione delle lettere missive. Alcune di esse rivelano i legami di Martelli con i letterati fiorentini Pier Vettori e Giovanni Mazzuoli detto Stradino, ai quali invia oggetti per il suo gabinetto delle curiosità, come denti di giganti o statuette greche; altre sono indirizzate a membri dell'alta nobiltà napoletana, i cui rapporti con il principe di Salerno erano tutt'altro che sereni.
Le Rime di Martelli, che dedicano uno spazio minore all'ispirazione amorosa, costituiscono una sorta di raccolta epistolare in versi, parallela alla sezione delle lettere missive. Alcune di esse rivelano i legami di Martelli con i letterati fiorentini Pier Vettori e Giovanni Mazzuoli detto Stradino, ai quali invia oggetti per il suo gabinetto delle curiosità, come denti di giganti o statuette greche; altre sono indirizzate a membri dell'alta nobiltà napoletana, i cui rapporti con il principe di Salerno erano tutt'altro che sereni.
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