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Lucio Battisti
(Poggio Bustone 1943 - Milano 1998)
Battisti, Lucio (Poggio Bustone, 5 marzo 1943 – Milano, 9 settembre 1998), 1971
Stima
€ 8.000 - 10.000
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Informazioni
Olio su tela
195x95 cm
Olio su tela, retro di un arazzo, misure 195x95 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA CANZONE DELLA TERRA
Sembra raffigurare una cartina geografica, una vista dall'alto di un territorio delimitato da terra, acqua, cielo, uniti insieme da una miriade di puntini. Visione panteistica, ipotetico abbraccio della natura. Per anni rimasto appeso in casa dei genitori del cantautore, simbolicamente l'amore per il creato.
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
In cornice, firmato in basso a sinistra BATTISTI 71
195x95 cm
Olio su tela, retro di un arazzo, misure 195x95 cm, realizzato da Lucio Battisti, dal titolo LA CANZONE DELLA TERRA
Sembra raffigurare una cartina geografica, una vista dall'alto di un territorio delimitato da terra, acqua, cielo, uniti insieme da una miriade di puntini. Visione panteistica, ipotetico abbraccio della natura. Per anni rimasto appeso in casa dei genitori del cantautore, simbolicamente l'amore per il creato.
Già esposto a Roma nel Settembre 2011 presso l'Auditorium Parco della Musica, nella mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma.
Fa parte di una serie di realizzazioni originali di Battisti, che era certamente meno noto come pittore ma che svela come fosse dotato di buona abilità ed intuizione creativa per il mondo dell'arte figurata, e sicuramente una bella scoperta per i collezionisti amanti del cantautore.
In cornice, firmato in basso a sinistra BATTISTI 71
ESTRATTO DAL COMUNICATO ADNKRONOS
Presso lo spazio espositivo AuditoriumArte dell'Auditorium Parco della Musica di Roma, si tenne la mostra 'Battisti, il tratto delle emozioni' a cura di Gianni Borgna e Carla Ronga, prodotta dalla Fondazione Musica per Roma, dove vennero esposti undici quadri dipinti da Lucio Battisti fra il 1969 e il 1972, e le prime tre chitarre acquistate del cantautore ancora minorenne, prima della sua partenza per Milano.
Le tele, che hanno per titolo quello delle canzoni interpretate o comunque musicate dall'artista, sono state concepite dopo ore passate a tormentare le corde della chitarra, quando a volte Battisti, come ha raccontato la sorella Albarita, si chiudeva in cucina e su mezzi di fortuna si metteva a dipingere creando i suoi quadri. I temi delle opere sono intrinseci ad alcune canzoni: si passa dalle sovrapposizioni e sfumature di 'Sognando e Risognando', all'universalita' de 'La Macchina del Tempo', con i suoi colori forti, decisi e i suoi numeri grandi e violenti attorno ad una carcassa di sveglia.
E ancora, dai colori accesi dei 'Due Mondi', dove uno e' il contrario dell'altro ma e' anche l'interfaccia dell'altro e quindi si cercano. Tele contrastanti, nel tratto di pennello e nelle emozioni che ci comunicano, testimonianze della ricchezza del suo essere artista perche' dimostrano come la sua fantasia sapesse tradurre in colori il mondo e le emozioni mentre il suo genio trasformava tutto cio' che lo circondava in musica. Quella musica che ha coinvolto almeno tre generazioni facendoci sognare, innamorare e piangere. Tra le chitarre in mostra, la prima ad esser stata suonata dal cantautore, decorata ed autografa. “Battisti ha cercato sempre di andare oltre le mode del momento e persino oltre la sua stessa immagine, se pur vincente, per aprire altre strade – afferma Gianni Borgna -, per creare delle nuove soluzioni ritmiche e timbriche, spiazzando costantemente i suoi stessi ammiratori.
Non ci ha perciò sorpreso più di tanto sapere che traeva parte della sua ispirazione dalla pittura, in una personale osmosi di suono e immagine, per la quale molte delle sue ardite soluzioni musicali nascevano prima sulla tavolozza e poi sulla chitarra”. “La semplicità del tratto – aggiunge Anna Cestelli - sono l'espressione, e l'ispirazione forse, della musica delle liriche posteriori, tesa a cogliere il senso poetico di una realtà percepita nel suo nucleo espressivo oltre l'esteriorità delle apparenze, tramite quel processo di 'risonanza interiore', ossia la corrispondenza tra realtà esterna e anima interna. Quell'esperienza interiore di cui aveva parlato proprio Kandinsky ne 'Lo spirituale nell'arte', quale unica e vera prerogativa dell'artista che 'mette in vibrazione l'anima umana'”. (FONTE Adnkronos)
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