Stima
€ 200 - 400
Lotto venduto
€ 258
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Informazioni
Charenton, A. Cellier, 1664. Frontespizio finemente decorato, lievi bruniture. Legato con. Le Pseaumes de David. Charenton, Cellier, 1660. Righi musicali, restauri con perdite di testo nelle ultime carte. In 12°. SPLENDIDA LEGATURA FRANCESE à la fanfare, lievi abrasioni al piede del dorso.
Note Specialistiche
LA LEGATURA A LA FANFARE
"A piccoli ferri, a compartimenti di grandezza e forma varia, tutti seminati di piccoli disegni, tranne lo specchio che presenta sovente le armi del possessore. Questo tipo di legatura comincia a diffondersi durante il regno di Enrico III, figlio di Caterina de’ Medici, nella seconda metà del Cinquecento e fu di gran moda nel Seicento anche in Italia. In dettaglio, le volute che compongono i fregi e le cornici sono tracciate con tre filetti, due vicini e uno più lontano. Le volute costruiscono degli spazi nei quali si collocano rami e fogliami. Al centro sta un vuoto, dove può trovar posto uno stemma, una placca o altro. La decorazione è più fitta e più carica che non nel gusto di Grolier e Maioli. Lo stesso Grolier però aveva fatto eseguire una legatura di questo tipo alla fine della propria vita, tra il 1558 e il 1565, dimostrando disponibilità nei confronti del gusto moderno e sperimentando forme di decorazione insolite rispetto al suo stile tradizionale. La designazione convenzionale di legatura à la fanfare risale però al secolo scorso: nel 1829 il libraio e bibliofilo Charles Nodier fece rilegare dal noto legatore Thouvenin un esemplare dell’opera di Jean Presvot, Fanfares et courvées abbadesques, stampata a Chambéry nel 1613." (Pietro Rotelli, on line).
"A piccoli ferri, a compartimenti di grandezza e forma varia, tutti seminati di piccoli disegni, tranne lo specchio che presenta sovente le armi del possessore. Questo tipo di legatura comincia a diffondersi durante il regno di Enrico III, figlio di Caterina de’ Medici, nella seconda metà del Cinquecento e fu di gran moda nel Seicento anche in Italia. In dettaglio, le volute che compongono i fregi e le cornici sono tracciate con tre filetti, due vicini e uno più lontano. Le volute costruiscono degli spazi nei quali si collocano rami e fogliami. Al centro sta un vuoto, dove può trovar posto uno stemma, una placca o altro. La decorazione è più fitta e più carica che non nel gusto di Grolier e Maioli. Lo stesso Grolier però aveva fatto eseguire una legatura di questo tipo alla fine della propria vita, tra il 1558 e il 1565, dimostrando disponibilità nei confronti del gusto moderno e sperimentando forme di decorazione insolite rispetto al suo stile tradizionale. La designazione convenzionale di legatura à la fanfare risale però al secolo scorso: nel 1829 il libraio e bibliofilo Charles Nodier fece rilegare dal noto legatore Thouvenin un esemplare dell’opera di Jean Presvot, Fanfares et courvées abbadesques, stampata a Chambéry nel 1613." (Pietro Rotelli, on line).
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