Informazioni
Stampa vintage alla gelatina ai sali d'argento
cm 12,2 x 17
Strano il destino di questo autore che storici e critici sembrano aver dimenticato. Alsaziano, si laurea in medicina a Strasburgo ma la città diventa francese dopo la Grande Guerra e Wolff in Germania non potrà esercitare. Pazienza perché la fotografia lo aveva già catturato e della sua formazione lascia la sola traccia del Dr. apposto davanti alla firma delle sue stampe. Queste erano così apprezzate che quando nel 1924 Oskar Barnak volle far sperimentare la sua prodigiosa invenzione che aveva battezzato Leica, scelse lui accanto a Henri Cartier-Bresson e altri 29 fotografi per provarla. Fu così che Paul Wolff sposò la causa del piccolo formato e, per compensare i problemi di grana che l’ingrandimento da un negativo così piccolo creava, si inventò speciali bagni chimici che gli permisero di ottenere immagini impeccabili pur partendo dalla bassissima sensibilità di 10 Asa. Nel 1936 è a Berlino dove fotografa le Olimpiadi confrontandosi a distanza con Leni Riefensthal, lui con la Leica, lei con la Contax. Un suo grande amore sono state le automobili e infatti alle Opel e alle Audi ha dedicato ricerche e libri. Una gran parte del suo archivio è andato distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, ragione per cui le sue stampe sono piuttosto rare.
cm 12,2 x 17
Strano il destino di questo autore che storici e critici sembrano aver dimenticato. Alsaziano, si laurea in medicina a Strasburgo ma la città diventa francese dopo la Grande Guerra e Wolff in Germania non potrà esercitare. Pazienza perché la fotografia lo aveva già catturato e della sua formazione lascia la sola traccia del Dr. apposto davanti alla firma delle sue stampe. Queste erano così apprezzate che quando nel 1924 Oskar Barnak volle far sperimentare la sua prodigiosa invenzione che aveva battezzato Leica, scelse lui accanto a Henri Cartier-Bresson e altri 29 fotografi per provarla. Fu così che Paul Wolff sposò la causa del piccolo formato e, per compensare i problemi di grana che l’ingrandimento da un negativo così piccolo creava, si inventò speciali bagni chimici che gli permisero di ottenere immagini impeccabili pur partendo dalla bassissima sensibilità di 10 Asa. Nel 1936 è a Berlino dove fotografa le Olimpiadi confrontandosi a distanza con Leni Riefensthal, lui con la Leica, lei con la Contax. Un suo grande amore sono state le automobili e infatti alle Opel e alle Audi ha dedicato ricerche e libri. Una gran parte del suo archivio è andato distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale, ragione per cui le sue stampe sono piuttosto rare.
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