Stima
€ 200 - 300
Lotto venduto
€ 254
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Informazioni
Stampa alla gelatina ai sali d'argento
cm 30,5 x 23,8 (cm 29 x 22,2 immagine)
Timbro del fotografo al verso
Giuseppe Leone (Ragusa 1936-2024) al contrario della maggior parte dei fotografi siciliani non ha lasciato la sua regione ed anzi si è particolarmente ancorato al territorio di Ragusa che ha inserito nei suoi moltissimi libri al centro della sua visione dove il paesaggio è inteso come palcoscenico della vita. Privilegiando il bianco e nero perché più adatto allo scavo verso l’essenza delle cose (ma non mancano brillanti esempi di immagini a colori) e il tono garbato delle sue composizioni, ha creato con le sue fotografie un mondo indagato con sguardo orgogliosamente rivendicato come antropologico. Questo era il frutto della giovanile esperienza di fotografo di matrimonio che lo induce a lavorare nell’ambito dell’estetica da lui stesso inscritta nel contesto del neorealismo.
cm 30,5 x 23,8 (cm 29 x 22,2 immagine)
Timbro del fotografo al verso
Giuseppe Leone (Ragusa 1936-2024) al contrario della maggior parte dei fotografi siciliani non ha lasciato la sua regione ed anzi si è particolarmente ancorato al territorio di Ragusa che ha inserito nei suoi moltissimi libri al centro della sua visione dove il paesaggio è inteso come palcoscenico della vita. Privilegiando il bianco e nero perché più adatto allo scavo verso l’essenza delle cose (ma non mancano brillanti esempi di immagini a colori) e il tono garbato delle sue composizioni, ha creato con le sue fotografie un mondo indagato con sguardo orgogliosamente rivendicato come antropologico. Questo era il frutto della giovanile esperienza di fotografo di matrimonio che lo induce a lavorare nell’ambito dell’estetica da lui stesso inscritta nel contesto del neorealismo.
Non è facile fotografare le feste religiose siciliane senza cadere nella facile retorica o, peggio, nel pittoresco, Giuseppe Leone lo fa – come ben testimoniano queste due calibratissime fotografie – con immagini potenti che non seguono la lentezza che caratterizza i percorsi tradizionalmente compiuti dai fedeli, ma sembrano attraversate da un acceso dinamismo. Ognuna raccoglie in una sola ripresa una storia come quella della ragazza che si affaccia al passaggio delle statue dei santi come volesse proiettarsi fra le braccia dei portatori o quella che coglie, in una ripresa arricchita dalla composizione verticale, gli uomini a cavallo che aprono il corteo anticipandolo con il suono del tamburo.
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