Stima
€ 30.000 - 35.000
Lotto venduto
€ 18.860
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Informazioni
h 14 x 16 x 10 cm
Blocco in vetro cristallo trasparente con granchio ametista sfumato,
seppia sommersa in vetro lattimo e argento.
Blocco in vetro cristallo trasparente con granchio ametista sfumato,
seppia sommersa in vetro lattimo e argento.
Bibliografia
Roberto Aloi, L’Arredamento Moderno, Edizione Hoepli, Milano, scheda 15.
Note Specialistiche
Si tratta di un capolavoro unico dell’arte vetraria muranese, frutto del lavoro della fornace aperta nel 1946 da Gino Cenedese sotto la direzione artistica di Alfredo Barbini. In quella fornace hanno lavorato i migliori maestri vetrai dell’epoca.
La scultura rappresenta il primo esperimento riuscito della tecnica del vetro sommerso, da cui poi è nata la lunga tradizione muranese. Il Maestro Cenedese ha ceduto quest’opera intorno al 1950, e da quel momento non è stata ulteriormente spostata, preservandola così intatta per oltre 70 anni. Essendo stata presentata alla Biennale di Venezia del 1948, è stata inserita nella raccolta di Roberto Aloi, e solo grazie a questo è stato possibile ricostruirne la storia.
La Biennale del ‘48 è stata la prima dopo la fine del conflitto mondiale: insieme ad altri eventi culturali dell’epoca, è stato sicuramente un modo di celebrare la vita e la rinascita che l’Italia e l’Europa auspicavano dopo tanti anni di guerra. Cenedese e Barbini hanno voluto probabilmente omaggiare la moeca e la seppia, due creature autoctone della laguna veneziana, che sicuramente hanno contribuito alla sopravvivenza di tante persone durante i difficilissimi anni di stenti e privazioni appena trascorsi.
La scultura rappresenta il primo esperimento riuscito della tecnica del vetro sommerso, da cui poi è nata la lunga tradizione muranese. Il Maestro Cenedese ha ceduto quest’opera intorno al 1950, e da quel momento non è stata ulteriormente spostata, preservandola così intatta per oltre 70 anni. Essendo stata presentata alla Biennale di Venezia del 1948, è stata inserita nella raccolta di Roberto Aloi, e solo grazie a questo è stato possibile ricostruirne la storia.
La Biennale del ‘48 è stata la prima dopo la fine del conflitto mondiale: insieme ad altri eventi culturali dell’epoca, è stato sicuramente un modo di celebrare la vita e la rinascita che l’Italia e l’Europa auspicavano dopo tanti anni di guerra. Cenedese e Barbini hanno voluto probabilmente omaggiare la moeca e la seppia, due creature autoctone della laguna veneziana, che sicuramente hanno contribuito alla sopravvivenza di tante persone durante i difficilissimi anni di stenti e privazioni appena trascorsi.
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