Stima
€ 1.800 - 2.500
Lotto venduto
€ 2.322
I prezzi di vendita comprendono i diritti d'asta
Hai un lotto simile a questo che vorresti vendere?
Informazioni
olio su tela
cm 98,5 x 83
al retro, sul telaio, numero 727
cm 98,5 x 83
al retro, sul telaio, numero 727
Bibliografia
S. Aloisi, Jacopo D'Andrea (1819-1906). Tra storia e romanticismo, San Giorgio della Richinvelda, 2003, p. 13
Note Specialistiche
Ricordata anche dal celebre repertorio Comanducci come "Rosmunda e Alboino", l'opera si presenta qui al pubblico per la prima volta esposta; si tratta di uno dei quadri a carattere storico che le fonti ricordano appartenere alla ricerca del D'Andrea negli anni Settanta, quasi tutti di ubicazione ignota. Scrive a tal proposito Stefano Aloisi - che si ringrazia - nella monografia dedicata al pittore: "Alla metà degli anni Settanta risale La partenza del doge Leonardo Loredan alla difesa di Padova già nella collezione Papadopoli di Venezia di cui è ignota l’attuale ubicazione come sconosciute sono le collocazioni di altre opere citate dalle fonti: Rosmunda, Margherita del Faust, nonché i ritratti della moglie e della figlia".
Un dipinto di grande effetto - si noti la veste della stessa Rosmunda in primo piano resa quasi a rilievo - che riassume un soggetto molto amato dagli artisti nel passaggio tra Otto e Novecento. Il tema non può essere più complesso; Rosmunda venne reclamata come trofeo di guerra da Alboino, re dei Longobardi, che tramite il matrimonio si assicurò la presenza dei Gepidi nel suo esercito – un vantaggio non indifferente, considerato l’obiettivo di conquistare l'Italia. E infatti, proprio poco dopo aver raggiunto tale obiettivo, durante un banchetto Alboino decide di far partecipare la moglie a un rito tipicamente barbarico: bere dal teschio del nemico, in modo da incorporarne la forza.
A questo soggetto cederà anche lo scalpello di Giulio Branca che otterrà un successo clamoroso in tutta Europa a partire dal 1880 (gesso a Verbania, Museo del Paesaggio).
Un dipinto di grande effetto - si noti la veste della stessa Rosmunda in primo piano resa quasi a rilievo - che riassume un soggetto molto amato dagli artisti nel passaggio tra Otto e Novecento. Il tema non può essere più complesso; Rosmunda venne reclamata come trofeo di guerra da Alboino, re dei Longobardi, che tramite il matrimonio si assicurò la presenza dei Gepidi nel suo esercito – un vantaggio non indifferente, considerato l’obiettivo di conquistare l'Italia. E infatti, proprio poco dopo aver raggiunto tale obiettivo, durante un banchetto Alboino decide di far partecipare la moglie a un rito tipicamente barbarico: bere dal teschio del nemico, in modo da incorporarne la forza.
A questo soggetto cederà anche lo scalpello di Giulio Branca che otterrà un successo clamoroso in tutta Europa a partire dal 1880 (gesso a Verbania, Museo del Paesaggio).
Contatta il dipartimento
Lotti suggeriti
Caricamento lotti suggeriti...








