Il collezionismo colto premia Finarte: trionfano le icone di Albini, Ingrand e Hadid nel consolidato format Design Heritage

Una tornata in cui i grandi maestri del dopoguerra hanno dialogato con il design da collezione più contemporaneo, a ulteriore conferma di un format ormai consolidato dopo l'ottimo riscontro delle edizioni precedenti

Si è conclusa con risultati più che positivi l’asta Design Heritage, curata dal Dipartimento Design di Finarte guidato da Filippo Maria Fiorini Rogai e tenutasi il 23 giugno.

Le aggiudicazioni più significative testimoniano la solidità del design italiano degli anni Cinquanta. A guidare i risultati è la libreria modello LB7 di Franco Albini, aggiudicata a € 13.970 (lotto 40), affiancata dalle poltrone P32 di Osvaldo Borsani, vendute a € 10.160 (lotto 66). Segue Gio Ponti, con il tavolo ovale e le poltrone mod. 516 battuti entrambi a € 8.890 (lotti 94 e 97): numeri che raccontano un collezionismo colto, alla ricerca di icone intramontabili.

Esposizione Design Heritage giugno 2026.

Grande interesse anche per il nucleo del catalogo dedicato all’illuminazione, con Max Ingrand assoluto protagonista. Le sue creazioni per Fontana Arte hanno trovato un riscontro positivo in diversi momenti della vendita: la coppia di lampade da parete del 1955 è stata aggiudicata a € 11.430 (lotto 1), la lampada da terra Dahlia a € 9.525 (lotto 123) e la lampada da terra mod. 1569 al lotto 82 ha raggiunto gli € 8.255, a testimonianza di una domanda vivace per pezzi capaci di unire funzione e arte decorativa.

Esposizione Design Heritage 2026. In primo piano, Ma Yansong / Studio MAD. Seduta centrale modello ‘Mogu’, limited edition, 2017. Lotto venduto a € 5.080

Accanto ai maestri storici, l’asta ha riservato un eccezionale risultato al prototipo della poltrona Miniplush di Zaha Hadid venduto a € 12.065 (lotto 36), e alla seduta Mogu di Ma Yansong / Studio MAD, aggiudicata a € 5.080 (lotto 30).

“Finarte conferma la propria capacità di individuare opere rappresentative della storia del design, dal primo Novecento ai giorni nostri, spaziando dalle arti decorative all’illuminazione e agli arredi iconici ed eclettici, in cui la rarità del prototipo si coniuga con l’eleganza formale dei maestri che hanno reso il Made in Italy celebre nel mondo”, commenta Filippo Maria Fiorini Rogai, Responsabile del Dipartimento Design e Arti Decorative di Finarte.

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