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Libri, Autografi e Stampe

venerdì 15 dicembre 2023, ore 11:00 • Roma

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Erasmo da Rotterdam [Erasmus, Desiderio]

[Adagia] Veterum maxime insignium Paroemiarum. i. adagioru[m] collectanea Rursus ab eodem recognita atque aucta., 1506

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Informazioni

Paris, Jean Barbier, 14 marzo 1506.[i.e.1507]. In 4°, 202 x 145 mm. Marca tipografica al frontespizio. Legato con.  Varia epigramata. Paris, Jean Barbier, 18 marzo 1506 [i.e.1507]. Capilettera incisi, aloni di umidità al margine interno bianco di alcuni fascicoli, restauro al margine bianco dell'ultima carta degli Epigrammata, senza perdita, altrimenti bell'esemplare, legatura coeva in pergamena floscia. Ex libris moderno al contropiatto.

Note Specialistiche

Ottima copia della rara quarta edizione degli Adagia di Erasmo insieme alla prima edizione dei suoi Epigrammi.

Per diversi decenni, Erasmo da Rotterdam (1466-1536) raccolse proverbi e detti provenienti dalla cultura classica, soprattutto greca. Ne individuava la fonte, gli autori che li avevano utilizzati, le variazioni registrate nel corso del tempo, la capacità di sopravvivenza; ne commentava infine il significato e le varie interpretazioni. Sono i celebri Adagia: un remoto preannuncio di enciclopedismo illuministico. In Erasmo l’esame filologico diventa critica dei motivi civili dei suoi tempi, e i suoi tempi diventano lo specchio di un’umanità universale da osservare con occhio tollerante e acuto. Così gli Adagia costituiscono i frammenti di una meditazione antropologica e morale di spessore filosofico, da contrapporre, come un muro di difesa, alla stupidità e alla crudeltà dei tempi.
«Gli Adagia – scrive il curatore – appaiono un arsenale della parola. La parola può appunto contrastare la brutalità e la guerra, può alleviare la pazzia diffusa e trasformarla in sapienza. Raccogliere motti, parole, frasi è lo strumento di difesa di cui l’umanista spera di potersi servire per illuminare il mondo. In questo, si può dire, gli Adagia sono un libro accostabile alla grande tradizione novellistica tardomedievale e umanistica, che a sua volta traeva ispirazione dalle raccolte aneddotiche del passato. Il lavoro di Erasmo è forse il più efficace anello di congiunzione tra tradizione e modernità. Una sintesi non ovvia e non facile, che appare assolutamente speculare allo spirito dei tempi in cui Erasmo visse e dei tempi che seguirono alla sua lezione: tempi di divisioni profonde e di spargimenti di sangue; tempi di proibizioni e censure, di guerra mossa dall’ortodossia ai libri cosiddetti nocivi e alla libera circolazione delle idee». (Davide Canfora, curatore dell'edizione Sellerio degli Adagia, 2013).




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