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Attribuito a Paris Nogari (Roma 1536 - 1601)

Allegoria della Giustizia

affresco applicato su tela, senza cornice
cm 205 x 112,5

Stima

€ 5.000 - 8.000

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Provenienza

già Villa Peretti Montalto, Roma

Collezione Milton Gendel, Roma


Bibliografia

P. Tosini, Immagini ritrovate, decorazione a Villa Peretti Montalto tra Cinque e Seicento, Roma 2015, pp. 66-72,  fig.55 p.69.



La monumentale Allegoria della Iustitia, assieme a quella della Gratitudo offerta al lotto seguente, fa parte del colossale apparato decorativo del celebre Salone Sistino della Villa Peretti Montalto presso le Terme di Diocleziano a Roma. Come è noto, nulla resta di questa immensa dimora, la più imponente villa posta all'interno delle Mura Aureliane e in funzione della quale venne persino ideato un acquedotto, progettato dall’architetto Domenico Fontana su commissione del cardinale Felice Peretti (1521 - 1590), futuro Papa Sisto V. Lo smantellamento e la successiva demolizione dei fabbricati costituenti la villa, il Casino Felice ed il Palazzo delle Terme, avvenne tra il 1886 ed il 1888. In tale occasione andò perduta quasi per intero la straordinaria moltitudine di decorazioni ad affresco dei vari ambienti, una sorta di enciclopedia universale del Manierismo italiano, a cui contribuirono molti tra i maggiori esponenti della civiltà pittorica di fine Cinquecento. Una piccola parte, certo la più significativa, degli affreschi della villa è stata tuttavia salvata; non solo la serie di vedute romane che esaltava gli interventi urbanistici di Sisto V ma anche la serie delle Virtù, simboli del potere illuminato del committente.

Dei trentanove frammenti ne risultano oggi conservati trentadue. Commissionate nel 1589 sotto la supervisione di Cesare Nebbia e Giovanni Guerra, le Virtù furono eseguite da maestri diversi.

Il dipinto qui offerto, e quello al lotto seguente, sono gli unici che hanno conservato le loro epigrafi originali. Secondo Claudio Strinati, il pittore della Iustitia è da identificarsi probabilmente con Paris Nogari (Roma 1536 – ivi 1601) (cfr. p.72).

Contraddistinta da una componente disegnativa spiccata, non lontana dai modi dello stesso Nebbia, essa potrebbe essere stata eseguita dal Nogari in una fase di affinità stilistica particolarmente stretta con Federico Zuccari ed il giovane Passignano, entrambi già da tempo al servizio dello stesso pontefice mecenate nel medesimo cantiere.

Per una storia e una descrizione accurata del complesso monumentale di Villa Peretti Montalto cfr. C. V. Massimo, Notizie istoriche della Villa Massimo alle Terme di Diocleziano, Roma 1836.


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