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Giovanni Antonio Burrini (Bologna 1656)

Bacco

olio su tela
cm 69 x 59

Venduto € 25.000,00

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Nel dipinto si ravvisano affinità stilistiche con il quadro di analogo soggetto, opera certa di Giovanni Antonio Burrini, raffigurante Bacco e Arianna, databile agli inizi degli anni Novanta del Seicento, in collezione G.M.B (Vignola, Modena), in cui il Dio dell'ebbrezza si direbbe quasi intrecciato con Arianna, immersi in un paesaggio arcadico di matrice neoveneta (A. Mazza in Nell’età di Correggio e dei Carracci - Pittura in Emilia dei secoli XVI e XVII,catalogo della mostra Bologna - Washington - New York, 1986 pp. 390-391). Colpisce, in entrambi i dipinti, il gesto pittorico guizzante, che coniuga finito e non finito in maniera assai originale e di sorprendente modernità.

Un analogo modello di giovane bellezza maschile, di ascendenza più direttamente reniana tuttavia,  è riconoscibile nel Davide (Bologna, Chiesa di San Salvatore), riferibile agli anni 1686-88 (E. Riccòmini, Giovanni Antonio Burrini, Ozzano Emilia 1999, p. 196), in cui il pittore ricorre a soluzioni chiaroscurali similari.



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