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Venere, Satiri e putti in un paesaggio

olio su tela, senza cornice
cm 127 x 189,5

Stima

€ 24.000 - 32.000

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Provenienza

Villa Oggebio, Lago Maggiore, 1925; acquistato in occasione della vendita degli arredi della villa dalla stessa famiglia che per via ereditaria ancora lo possiede.


Bibliografia

G. Bosio, Storia antica e moderna del lago Maggiore e dei singoli paesi che lo attorniano, Verbania 1925, p. 281, come attribuito a Tiziano.




Il dipinto offerto nel lotto si inserisce iconograficamente nella fortunata e longeva tradizione delle Veneri, attorniate da un bucolico paesaggio, che ebbe ampia diffusione nell'arte veneta da Giorgione e Tiziano in poi. Non è un caso infatti che l'opera qui presentata avesse un'antica attribuzione proprio al Vecellio, da cui riprende la luce morbida e soffusa, il cielo striato di nubi, l'atmosfera dolcemente sensuale.

Tuttavia il dipinto, per evidenti caratteri stilistici, è da datarsi tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento. In particolare alcuni utili confronti possono essere istituiti con la produzione di Antonio Bellucci (Pieve di Soligo 1654 - 1726), nella quale si fondono elementi del classicismo barocco con atmosfere già rococò, ma pur sempre memore della lezione dei grandi maestri dell'arte veneta del Cinquecento.


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